Unicef Italia ha lanciato il programma “C’entro”, un’iniziativa che mira a coinvolgere i giovani nella partecipazione alle decisioni che li riguardano, a livello locale, regionale e nazionale. L’obiettivo è creare un sistema stabile di dialogo tra adolescenti e istituzioni, in modo che le loro opinioni possano incidere concretamente sulle scelte che influenzano la loro vita e le loro comunità. L’evento di lancio, tenutosi a Roma dal 9 al 12 ottobre 2026, ha visto la partecipazione dei membri dello Youth Advisory Board (Yab) nazionale, insieme a rappresentanti delle istituzioni e dell’Unicef.
Un progetto per dare voce ai giovani in contesti difficili
“C’entro” nasce per dare voce a ragazze e ragazzi che vivono in contesti difficili o che hanno meno opportunità rispetto ai loro coetanei. Questi giovani, proprio per la loro situazione, hanno uno sguardo prezioso su ciò che funziona e ciò che va cambiato. Le loro idee e proposte sono fondamentali per rendere le scelte che li riguardano più efficaci e di maggiore impatto. Il programma si basa sulla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in particolare sull’articolo 12, che riconosce il diritto all’ascolto e alla partecipazione. La partecipazione è davvero tale solo se include tutti. L’obiettivo del progetto è rafforzare la partecipazione dei giovani ai processi decisionali che riguardano la loro vita e le loro comunità, dando loro strumenti e opportunità per contribuire concretamente alla definizione di politiche, servizi e iniziative a loro dedicate.
Un percorso che si sviluppa da anni
L’iniziativa segna una nuova fase del percorso avviato nel dicembre 2021 con la costituzione dello Yab, un gruppo di circa 20 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 21 anni, nato per promuovere la partecipazione di adolescenti e giovani nell’ambito della Garanzia europea per l’Infanzia. Con l’avvio di “C’entro”, questo percorso entra in una nuova fase: il rafforzamento dello Yab nazionale e lo sviluppo di una rete di Youth Advisory Board locali, connessi tra loro e con le istituzioni a livello locale, regionale e nazionale.
Attraverso percorsi di partecipazione, formazione e empowerment, i giovani potranno sviluppare competenze, valorizzare talenti e capacità e contribuire alle sfide del territorio, sia attraverso azioni dirette che nel confronto con le istituzioni e la società civile. L’obiettivo è costruire un sistema stabile di dialogo tra adolescenti e istituzioni, affinché il loro punto di vista possa incidere concretamente sulle decisioni e favorire la realizzazione di politiche e servizi più rispondenti ai loro bisogni.
Il progetto è finanziato con fondi europei. “C’entro” è un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, con il contributo dell’Unione Europea attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+). L’iniziativa ha visto diversi momenti di confronto su tematiche care ai giovani, attività di gruppo e progettazione condivisa di strumenti che guideranno i lavori dei prossimi mesi.
«La partecipazione è davvero tale solo se include tutti», ha dichiarato Nicola Dell’Arciprete, coordinatore Unicef in Italia. L’obiettivo del progetto è rafforzare la partecipazione dei giovani ai processi decisionali che riguardano la loro vita e le loro comunità, dando loro strumenti e opportunità per contribuire concretamente alla definizione di politiche, servizi e iniziative a loro dedicate. Nei prossimi anni, “C’entro” contribuirà a rafforzare la partecipazione giovanile ai processi decisionali, promuovere modelli inclusivi e sviluppare un modello di partecipazione documentato e replicabile, in grado di contribuire agli obiettivi della Garanzia infanzia e del Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà.



