Intervento di 187 milioni per i lavoratori dell’ex Ilva
Il Consiglio dei ministri ha approvato uno schema di decreto legge che prevede misure urgenti per i lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. Il ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ha spiegato che l’intervento ha una portata totale di 187 milioni di euro e si basa su una deroga rispetto alla normativa ordinaria sulla cassa integrazione. Le settimane di cassa integrazione riconosciute a valere su questo articolo non rientrano nel computo delle settimane generali, e non è richiesto il pagamento del contributo addizionale previsto dalle normative ordinarie. Le misure sono in deroga e mirano a proteggere i lavoratori in un periodo di crisi. L’obiettivo è garantire una continuità del lavoro e permettere alle aziende di rimanere all’interno dei circuiti produttivi. Tutti i lavoratori che fruiranno di questo specifico intervento saranno inseriti nel Siisl, la piattaforma di incrocio tra domanda e offerta di lavoro.
Procedura accelerata per le aziende
Calderone ha illustrato che viene disposta una procedura accelerata per il riconoscimento degli interventi. La modalità con cui le aziende potranno fare richiesta è quella dell’ammorizzatore unico emergenziale, già sperimentato per l’emergenza alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Questa procedura ha dato ottimi risultati in termini di velocità e efficacia nella fase di erogazione degli interventi, con il pagamento diretto da parte dell’Inps.
Le aziende che assumeranno lavoratori ex Ilva o dell’indotto beneficeranno di esoneri contributivi. Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra novembre 2026 e dicembre 2027, è previsto un esonero contributivo totale per 24 mesi fino a 8mila euro l’anno e un contributo aggiuntivo di 20mila euro per ogni assunzione. Le condizioni sono la stipula di contratti a tempo indeterminato e il mantenimento in servizio per almeno 48 mesi in una condizione di riconoscimento del salario giusto. I commissari straordinari potranno mantenere in condizioni di riscaldo gli impianti dell’area fusoria dell’ex Ilva per evitare danni irreparabili, fino alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Cassazione sull’inibitoria, non oltre il 15 dicembre 2026. Restano gli obblighi di monitoraggio delle emissioni, anche in assenza di attività.
I contratti di sviluppo seguiranno una procedura accelerata, con priorità agli interventi che contemplano l’assunzione di lavoratori del bacino ex Ilva e dell’indotto. L’obiettivo è favorire il rilancio economico e la creazione di posti di lavoro. L’intervento ha una portata totale di 187 milioni di euro e si estenderà nel corso del 2027 e degli anni a venire, grazie agli incentivi riconosciuti a chi assume. Le misure sono un’importante opportunità per il Mezzogiorno. L’approvazione del decreto rappresenta un passo significativo per la protezione dei lavoratori e lo sviluppo delle aree industriali del Sud Italia.



