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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Economia

La certificazione vita-lavoro e i vantaggi per le piccole e medie imprese

La certificazione vita-lavoro premia le aziende che investono nel benessere dei dipendenti, con vantaggi fiscali e accesso a bandi.

La certificazione vita-lavoro rappresenta un’opportunità concreta per le piccole e medie imprese, che investono nel benessere dei dipendenti e nella gestione dei tempi di vita e lavoro. Secondo dati elaborati da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne, nel 2026 il 35% delle imprese che hanno adottato politiche per il benessere dei lavoratori ha registrato un aumento del fatturato, rispetto al 22% delle aziende che non hanno implementato tali iniziative. Questo sottolinea l’importanza crescente della conciliazione tra lavoro e vita privata, non solo per il benessere dei dipendenti, ma anche per la competitività delle aziende.

Un sistema di certificazione a misura delle PMI

La certificazione vita-lavoro è promossa da enti come il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, il Dipartimento per le Pari Opportunità e Unioncamere, e si basa sulla UNI/PdR 192:2026, una prassi di riferimento che definisce requisiti e indicatori di performance per i sistemi di gestione orientati alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. L’obiettivo è premiare le aziende che già investono in questa direzione, e quelle che intendono farlo, offrendo sgravi contributivi e vantaggi per bandi e appalti pubblici.

Il processo di certificazione si articola in tre fasi: l’autovalutazione, la fase interna e la certificazione effettiva. L’autovalutazione inizia con un test online di pre-screening, che misura la distanza dall’obiettivo minimo. Successivamente, l’azienda ascolta i bisogni del personale, implementa nuove politiche e nomina un responsabile per la gestione del processo. Infine, si sceglie un organismo di certificazione accreditato, che verifica la documentazione e effettua audit sul campo per garantire il rispetto dei requisiti.

La storicità delle prassi è un fattore di valutazione chiave.

La valutazione premia chi ha già strutturato regole e processi interni, considerando la storicità delle prassi. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le PMI, che spesso hanno già in atto politiche di conciliazione, ma non sempre le hanno formalizzate. La certificazione, quindi, non è solo un riconoscimento, ma un’occasione per migliorare e rendere visibili le proprie iniziative.

Benefici e incentivi per le aziende certificate

Le aziende certificate ricevono due principali vantaggi: un esonero contributivo dell’1%, fino a un massimo di 50.000 euro all’anno, applicabile per il triennio 2026-2028, e un punteggio premiale nei bandi e negli appalti pubblici, simile a quanto previsto per la parità di genere. Questi incentivi sono parte di un piano nazionale che mira a supportare le PMI nell’implementazione di politiche di benessere e conciliazione. Per accompagnare le aziende, il Governo e Unioncamere hanno stanziato 7,5 milioni di euro, con l’obiettivo di portare 1.000 imprese alla certificazione entro un anno. I fondi sono erogati come contributi a fondo perduto, con una quota del 60% riservata alle PMI. Le risorse coprono l’assistenza tecnica e i costi della certificazione, con un contributo massimo di 12.000 euro per impresa. Le imprese già certificate UNI/PdR 125 o Family Audit ricevono un incremento di 450 euro per i costi di sorveglianza.

Il pre-screening è il primo passo utile per iniziare il percorso.

Il percorso di certificazione è accessibile e supportato, con un’apertura del portale ReStart di Infocamere dal 21 settembre al 31 marzo 2027, salvo esaurimento delle risorse. Le imprese devono completare i percorsi entro il 30 giugno 2027, e il pre-screening è il primo passo utile da fare il prima possibile. Questo strumento permette di tracciare un quadro chiaro delle politiche già in atto, aiutando a capire a quale punto del percorso si è, soprattutto per le PMI, dove la complessità può essere un ostacolo. La certificazione vita-lavoro rappresenta un’opportunità concreta per le aziende che desiderano migliorare la gestione del benessere dei dipendenti e aumentare la loro competitività. Con un sistema di supporto e incentivi, le PMI possono adottare politiche di conciliazione lavoro-vita in modo sostenibile e vantaggioso.

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