Mauro Granzotto, 67 anni, si prepara a iniziare un viaggio senza precedenti: un giro del mondo in 8 mesi, attraverso 21 tappe e 67 decolli. Il progetto, che lo ha accompagnato per anni, si avvicina alla realizzazione con la partenza fissata al 16 ottobre. L’esperienza, che si svolgerà in tutto il mondo, non sarà solo un’avventura fisica, ma anche un percorso interiore. Granzotto, che vive da tempo con la fibrosi polmonare idiopatica, ha dovuto organizzare ogni dettaglio del viaggio, tenendo conto della sua salute e delle complessità di un itinerario che lo porterà da Venezia a Giacarta, passando per Doha e altre destinazioni.
Un progetto che ha richiesto anni di lavoro
Granzotto, ex dirigente di un’azienda di moda e attualmente consulente finanziario, ha speso mesi per organizzare il viaggio. «A settembre ho vissuto settimane di un’intensità che non avevo mai sperimentato», racconta. Non si trattava solo di concludere impegni professionali, ma anche di salutare persone con le quali ha condiviso parte della sua vita. «Contemporaneamente dovevo continuare a organizzare il viaggio e avevo la sensazione di non riuscire più a gestire tutto», spiega. Per spiegare la complessità del progetto, ha usato una metafora: «Ho immaginato di dover costruire una torre di 21 piani che rappresentano le tappe del mio viaggio, mentre i 28 collegamenti aerei principali costituiscono la struttura che tiene insieme l’intero edificio. All’inizio sono stato l’ideatore del progetto, poi ho dovuto trasformarmi in architetto, ingegnere e infine arredatore».
La preparazione del viaggio ha richiesto attenzione particolare, soprattutto per la sua condizione di salute. Granzotto convive con la fibrosi polmonare idiopatica, una rara e grave patologia che provoca un progressivo irrigidimento dei polmoni e rende sempre più difficile respirare sotto sforzo. Per questo, ha organizzato la scorta dei farmaci necessari per tutti gli otto mesi, accompagnati da una prescrizione medica in inglese, per evitare possibili difficoltà durante i controlli aeroportuali. «L’esperienza accumulata negli anni mi ha insegnato a scegliere cosa portare e cosa lasciare a casa», spiega. Viaggerà con una valigia, considerata la soluzione più comoda per il tipo di spostamenti che dovrà affrontare, ma dovrà rispettare i limiti di peso.
La prima tappa: da Venezia a Giacarta
La prima tappa del viaggio partirà dall’aeroporto di Venezia, con un primo volo verso Roma e successivamente Doha, dove Granzotto trascorrerà due giorni prima di raggiungere Giacarta, in Indonesia. L’arcipelago asiatico rappresenterà la prima grande tappa dell’avventura, con una permanenza prevista di 29 giorni. «Sto cominciando a comprendere fino in fondo la portata di ciò che ho costruito», dice Granzotto. «Non sarà soltanto un viaggio fisico, da un luogo all’altro del pianeta, ma anche un viaggio interiore. Quando si affrontano progetti complessi, spesso si finisce per considerare normali competenze che si sono sviluppate nel corso degli anni. Oggi, invece, guardando tutto quello che ho organizzato, mi rendo conto di aver realizzato qualcosa di veramente importante».
Prima della partenza, i giorni sono stati intensi, non solo per l’organizzazione, ma anche per le emozioni. «A rendere ancora più intensi i giorni che precedono la partenza sono state le persone», dice Granzotto. Tra i momenti più significativi, una serata organizzata dagli amici più stretti, i “belli dentro”, un gruppo di cinque coppie che da circa quindici anni condivide con lui un rapporto di profonda amicizia. Per l’occasione gli amici gli hanno preparato due magliette personalizzate con la cartina del viaggio. «Mi hanno fatto un regalo meraviglioso. Quando ho cominciato a leggere una lettera che mi hanno scritto non sono riuscito a trattenere le lacrime. Ora sono pronto per partire».



