Un neonato abbandonato a Cinisello Balsamo, nel Milanese, sta migliorando in modo significativo. Il piccolo, trovato in un sacchetto della spesa lunedì 12 ottobre, è ricoverato in terapia intensiva neonatale all’ospedale Niguarda di Milano. Secondo l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, le condizioni del bambino sono in netta miglioramento: respira autonomamente e si alimenta al biberon. La donna che ha trovato il neonato ha raccontato di essere stata avvicinata da un uomo mentre si allontanava dal luogo del ritrovamento, che sembrava peruviano e le ha chiesto se il bambino fosse vivo o morto.
Le condizioni del neonato migliorano di ora in ora
Stando a quanto riferito da Stefano Martinelli, direttore del Dipartimento Materno Infantile e direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Niguarda, il piccolo ha smesso di ricevere supporto respiratorio da ieri. «Il bambino respira spontaneamente e presenta buoni parametri vitali», ha spiegato Martinelli. Il neonato pesa 4 kg e mostra un regolare andamento della crescita ponderale. I medici stanno monitorando i parametri vitali e sono in corso accertamenti infettivologici e neurologici per escludere eventuali complicanze legate alla nascita non assistita. Il piccolo è in buone condizioni cliniche generali. Il bambino, che i sanitari hanno deciso di chiamare Leone, è in buone condizioni cliniche generali. L’assessore Bertolaso ha visitato il piccolo martedì 13 ottobre e ha espresso ottimismo sulle sue condizioni. «Dopo una fase iniziale di incertezza, possiamo dire che complessivamente sta bene e respira autonomamente», ha spiegato.
Un nome simbolico: il piccolo si chiamerà Leone
L’assessore Bertolaso ha proposto di chiamare il neonato Leone, come Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli per un intervento al polmone. «È un nome che vuole essere innanzitutto un augurio di pronta ripresa per il Santo Padre, ma anche un auspicio per questo bambino», ha spiegato Bertolaso. Il nome è stato scelto in modo simbolico, con l’intento di dare speranza al piccolo e alla sua famiglia. «Adesso la priorità è che il bambino superi questa fase e possia lasciare la terapia intensiva neonatale», ha concluso l’assessore.
La donna che ha trovato il neonato ha raccontato che l’uomo che le si è avvicinato sembrava peruviano e le ha chiesto se il bambino fosse vivo o morto. «Gli ho risposto che era vivo e lui se n’è andato», ha detto. La testimone ha descritto l’uomo come un uomo che parlava poco italiano e che, a suo giudizio, sembrava peruviano. Non è chiaro chi fosse l’uomo né se avesse qualche legame con il bambino.
La comunità si mobilita per il bambino. Intanto, all’ospedale Niguarda sono arrivate molte offerte di solidarietà. Dalle donazioni di vestitini a coperte e giocattoli, ma anche tante disponibilità all’adozione. L’assessore Bertolaso ha parlato di una «straordinaria partecipazione che dimostra la grande umanità delle persone e la capacità di mobilitarsi di fronte a una vicenda così delicata». «Sono moltissimi anche coloro che hanno manifestato la disponibilità ad adottarlo. Naturalmente, però, è necessario seguire le procedure previste dalla legge – ha sottolineato Bertolaso –: la Procura è stata informata e sarà il Tribunale dei Minori, nei tempi e con le modalità stabilite, a occuparsi degli eventuali passaggi successivi».



