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giovedì 15 Ottobre 2026

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Il consiglio comunale di Bolzano respinge la proposta di «Abitare Bozen»

Il consiglio comunale di Bolzano ha respinto la proposta di «Abitare Bozen» per l’adesione al sistema nazionale di accoglienza Sai, con 18 voti a favore e 21 contrari.

Il consiglio comunale di Bolzano ha respinto la proposta di «Abitare Bozen» per l’adesione al sistema nazionale di accoglienza e integrazione Sai, con 18 voti a favore e 21 contrari. La delibera, presentata da un gruppo di cittadini, chiedeva al Comune di Bolzano di aderire al sistema nazionale per trasformare l’accoglienza da risposta temporanea in una politica stabile, organizzata e inclusiva. La discussione si è svolta in aula martedì, dopo che la proposta era stata portata in sede con oltre 883 firme raccolte. La decisione, però, non ha visto il consenso della maggioranza.

Partecipazione attiva dei cittadini

La proposta di «Abitare Bozen» ha visto la partecipazione attiva dei cittadini, che hanno raccolto le firme necessarie per portare in aula la delibera popolare. La sera del dibattito, i sostenitori della proposta si sono accomodati in piccionaia per seguire la discussione, un gesto che ha suscitato applausi nell’aula. «Avete fatto la storia», ha commentato il consigliere comunale Matthias Cologna (Team K), riconoscendo l’impegno dei cittadini. La partecipazione è stata vista come un momento importante per il dibattito pubblico sull’accoglienza. La minoranza ha espresso amarezza per l’esclusione dei proponenti dall’illustrazione della proposta. Una decisione presa sulla base del regolamento, come spiegato dalla presidente Antonella Longo. Sedici i membri della minoranza presenti in aula, significa che due della maggioranza, a scrutinio segreto, hanno votato a favore della proposta di Abitare.

Le motivazioni del no

La maggioranza del consiglio ha espresso il proprio no alla proposta, sottolineando la necessità di una gestione più strutturata dell’accoglienza. L’assessora Patrizia Brillo ha ricordato che il Comune ha già iniziato un progetto di accompagnamento delle famiglie in collaborazione con la Provincia. «Lo ritengo un percorso più adatto per la nostra situazione, perché cerca soluzioni nei diversi comuni, mentre un ulteriore progetto cittadino non garantirebbe l’alleggerimento dell’accoglienza su Bolzano che accoglie oltre mille persone», ha spiegato.

Mentre il sindaco Claudio Corrarati ha sottolineato che la progettualità sull’accoglienza è mancata negli anni, ma non si risolve in un mese rincorrendo i soldi. La consigliera Chiara Rabini (Verdi) ha replicato sottolineando che l’adesione al Sai non significa aumentare l’accoglienza, ma migliorarne la gestione attraverso fondi ministeriali. Mentre il consigliere Diego Laratta (Pd) ha ricordato che l’integrazione va a braccetto con la sicurezza, «altro che Cpr».

Tutti hanno riconosciuto l’importanza di dibattere una proposta «firmata dai cittadini». Nonostante le scintille tra i banchi, la partecipazione dei cittadini ha suscitato un forte interesse e un apprezzamento generale. «Si è persa un’importante occasione», ha commentato a caldo «Abitare Bozen», ma ha espresso ottimismo per la prossima proposta. La società ha infatti già raccolto le firme necessarie per un’altra delibera popolare, che chiede l’istituzione di un’agenzia sociale per l’abitare, promossa dal Comune insieme al Terzo Settore. La discussione su questa nuova proposta è attesa il 27 ottobre.

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