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Cronaca nera

Detenuto morto dopo pestaggio in carcere: esclusa responsabilità del ministero della Giustizia

Detenuto morto dopo pestaggio in carcere: esclusa responsabilità del ministero della Giustizia

Un detenuto napoletano, Paolo Piccolo, è morto dopo un violento pestaggio avvenuto nel carcere di Avellino il 22 ottobre 2024. La morte del 26enne, avvenuta il 18 ottobre 2025 dopo un anno di agonia per gravi lesioni, ha portato all’apertura di un procedimento per chiarire le responsabilità individuali nell’aggressione. Il gup del Tribunale di Avellino, Antonio Sicuranza, ha escluso la responsabilità del ministero della Giustizia nel procedimento penale, ma ha lasciato aperta la possibilità di un risarcimento civile. La decisione è stata presa durante l’udienza preliminare, nel corso della quale è stata accolta la tesi dell’Avvocatura dello Stato, sostenuta dall’avvocato Antonello Membrini.

La vicenda e le accuse

Secondo la ricostruzione dei fatti, dieci detenuti avrebbero sequestrato due agenti della polizia penitenziaria e raggiunto Piccolo nella sua cella, colpendolo ripetutamente con calci e pugni. L’aggressione, aggravata dall’utilizzo di bastoni e oggetti acuminati, ha provocato gravi lesioni alla testa del giovane, che non si è mai più ripreso. Dopo dodici mesi di agonia, Piccolo è morto in ospedale. La pm Chiara Guerriero ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti e dieci gli indagati per omicidio aggravato. Tre dei detenuti sono già stati condannati in primo grado per tentato omicidio, mentre per gli altri profili contestati sarà il procedimento in corso a chiarire le eventuali responsabilità.

Le implicazioni legali

Il gup ha accolto la tesi sostenuta dall’Avvocatura dello Stato, secondo cui non sono emerse responsabilità dirette riconducibili a personale del ministero della Giustizia. La richiesta dei familiari di Piccolo, costituitisi parte civile, di chiamare l’amministrazione a rispondere nel procedimento è quindi stata respinta. Tuttavia, resta aperta la possibilità di agire in sede civile per chiedere un eventuale risarcimento dei danni legati alla morte del giovane. La decisione del gup sulla richiesta è attesa nelle prossime ore. La vicenda ha suscitato un dibattito su temi come la sicurezza in carcere, la gestione delle celle e la responsabilità delle istituzioni. Mentre i familiari del detenuto cercano giustizia, il procedimento in corso potrebbe aprire nuove riflessioni sulle condizioni di detenzione e sulle misure di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.

Un caso che ha scosso la comunità

La morte di Paolo Piccolo ha suscitato emozioni e preoccupazioni nella comunità locale e in tutta la Campania. Il caso ha messo in luce le complessità delle situazioni di carcere e le sfide che i detenuti affrontano quotidianamente. La decisione del gup, pur non attribuendo responsabilità al ministero, ha lasciato aperte domande su come prevenire simili tragedie in futuro. Mentre i familiari cercano un risarcimento, il procedimento in corso potrebbe fornire ulteriori elementi per comprendere le responsabilità individuali nell’aggressione.

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