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giovedì 15 Ottobre 2026

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Doppio argento per l’Italia nei Mondiali di inseguimento maschile e femminile

L’Italia conquista due argenti nei Mondiali di inseguimento, confermando la sua leadership nel ciclismo pista.

Nel Mondiale su pista che segna il giro di boa verso i Giochi di Los Angeles, l’Italia si conferma ai vertici assoluti dell’inseguimento, conquistando due argenti, uno nel maschile e uno nel femminile. La squadra azzurra, nonostante i noti problemi strutturali e gli impegni su strada degli atleti durante l’anno, ha ottenuto un doppio risultato di peso, che permette di guardare al futuro con fiducia.

Un doppio argento di peso

Il quartetto maschile, composto da Francesco Lamon, Filippo Ganna, Alessio Magagnotti e Jonathan Milan, ha ottenuto il secondo posto, pur partendo subito più lenti rispetto agli avversari. I danesi, con un tempo di 3’40″865, hanno preceduto di ben 4″731 l’Italia, dove i meccanismi non sono oliati e la forma non è delle migliori. A parte Lamon, tutti sono reduci da una lunga stagione su strada, con l’inserimento del promettentissimo 19enne Magagnotti, che in stagione ha saputo battere il re dello sprint Paul Magnier al Giro di Germania. Il quartetto femminile, formato da Martina Alzini (sostituita in finale da Chiara Consonni), Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini, ha invece superato la Germania in semifinale e ha partecipato alla finale, dove ha visto la Gran Bretagna strabordare nel finale, infliggendo addirittura 5″357 alle italiane. Nonostante il risultato, la squadra azzurra ha dimostrato una buona continuità e una buona preparazione.

Un lavoro di squadra e di crescita

Il ct maschile, Edoardo Salvoldi, ha analizzato i percorsi diversi rispetto a quelli intrapresi da tutti gli altri competitors, evidenziando la soddisfazione anche per i tanti punti presi in ottica qualificazione olimpica. Avrebbe firmato per un argento, l’oro è andato alla squadra nettamente più forte, ha commentato Salvoldi. Jonathan Milan, invece, ha promesso di fare di più nei prossimi appuntamenti, mentre Magagnotti, il debuttante, ha espresso la consapevolezza che c’è tempo per lavorare e rafforzare il gruppo per gli obiettivi più grandi. Il ct femminile, Diego Bragato, ha sottolineato l’importanza di conquistare questa finale e riconfermarsi tra i migliori al mondo. Il nostro lavoro guarda a Los Angeles: dobbiamo continuare a far crescere il gruppo, ha detto Bragato.

Elisa Balsamo ha commentato: “Abbiamo dato tutto quello che avevamo. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma siamo sulla strada giusta.” Con questi due argenti, l’Italia si conferma una delle squadre più forti nel ciclismo pista, nonostante le sfide interne e le competizioni su strada. La strada per gli obiettivi più grandi, come i Giochi di Los Angeles, sembra essere già iniziata.

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