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giovedì 15 Ottobre 2026

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ESMA individua le priorità per la rendicontazione 2026: trasparenza, sostenibilità e dati digitali

ESMA indica le priorità per la rendicontazione 2026: trasparenza, sostenibilità e dati digitali.

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha indicato le priorità per la rendicontazione 2026, richiedendo alle società quotate maggiore trasparenza, coerenza e qualità dei dati. L’obiettivo è garantire che le informazioni comunicate siano affidabili, comprensibili e coerenti tra loro, sia nei bilanci economico-finanziari, sia nelle dichiarazioni di sostenibilità, sia nella pubblicazione dei dati in formato digitale. Le società devono prestare attenzione a come comunicano i rischi finanziari, quanto siano chiare e coerenti le informazioni sulla sostenibilità e quanto siano corretti i dati pubblicati in formato digitale.

Le priorità, definite European Common Enforcement Priorities (ECEP), non introducono nuovi obblighi generali, ma indicano agli organismi nazionali di vigilanza quali aspetti esaminare con maggiore attenzione nei bilanci relativi al 2026. L’ESMA richiama inoltre le responsabilità degli amministratori, degli organi di controllo e dei revisori nel garantire la qualità delle informazioni prima della loro pubblicazione. L’obiettivo è permettere agli investitori di comprendere non soltanto gli impatti già registrati, ma anche i rischi che potrebbero riflettersi sui risultati futuri.

Trasparenza e qualità dei dati

La prima area di intervento riguarda i bilanci redatti secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS). Per il 2026, l’ESMA individua due priorità: la rappresentazione dei rischi e delle incertezze geopolitiche e la contabilizzazione degli accantonamenti per ristrutturazioni e delle operazioni di ristrutturazione del debito. L’obiettivo è permettere agli investitori di comprendere non soltanto gli impatti già registrati, ma anche i rischi che potrebbero riflettersi sui risultati futuri. Le imprese devono illustrare in modo trasparente le proprie valutazioni, le principali incertezze individuate e gli eventuali fattori che potrebbero compromettere la capacità di proseguire l’attività. Le informazioni devono essere coerenti con le ipotesi utilizzate nelle stime contabili e con quanto comunicato nelle altre sezioni della relazione finanziaria. Un ulteriore ambito riguarda le operazioni di ristrutturazione e i relativi effetti contabili. Le società devono spiegare adeguatamente le decisioni assunte, le stime utilizzate e le conseguenze economiche attese, assicurando che gli accantonamenti e le passività rilevate siano supportati da valutazioni solide.

Qualità dell’analisi di sostenibilità

Per il 2026, ESMA concentra l’attenzione sulla qualità dell’analisi di doppia materialità e sulla coerenza tra i temi di sostenibilità rilevanti per l’impresa e le misure adottate per affrontarli. Il 2026 è anche un anno di transizione per gli standard di rendicontazione: le società possono utilizzare diverse versioni degli ESRS, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, ma devono dichiarare con chiarezza quale quadro hanno applicato.

Le imprese devono spiegare come hanno individuato e valutato gli impatti, i rischi e le opportunità (IRO), considerando non soltanto le proprie attività, ma anche la catena del valore a monte e a valle. L’analisi deve essere equilibrata, pertanto agli impatti negativi va riservata la stessa attenzione dedicata a quelli positivi, con criteri di materialità chiari e informazioni sufficientemente dettagliate. Per favorire la comparabilità tra le dichiarazioni, ESMA invita a ricorrere alle informazioni specifiche dell’impresa solo quando gli standard ESRS non coprono un tema materiale o non lo fanno con un livello di dettaglio adeguato.

Altrettanto importante è il collegamento tra i temi individuati e le risposte dell’impresa. Politiche, azioni e obiettivi devono essere coerenti con gli impatti e i rischi dichiarati, senza lasciare intendere che siano affrontati integralmente quando la copertura è solo parziale. Se, per esempio, un obiettivo climatico riguarda soltanto una parte delle emissioni aziendali o un piano considera i rischi di transizione ma non quelli fisici, questa limitazione deve essere esplicitata. Le società devono inoltre illustrare le azioni previste e le risorse finanziarie significative, presenti e future, destinate alla loro realizzazione, fornendo chiarimenti quando l’assenza di risorse rilevanti è significativa per chi legge.

Le imprese devono rendicontare i progressi, segnalare gli obiettivi mancati o abbandonati e spiegare le modifiche ai valori di riferimento, alle scadenze o ai metodi di calcolo, indicando come queste incidano sulla valutazione dei risultati. Per gli obiettivi di riduzione delle emissioni, inoltre, occorre chiarire se siano basati su evidenze scientifiche e coerenti con il limite di riscaldamento globale di 1,5 °C, evitando dichiarazioni generiche. Va, infine, distinta la riduzione lorda delle emissioni dagli obiettivi che includono compensazioni. La dichiarazione di sostenibilità deve essere coerente con il bilancio e con le altre informazioni contenute nella relazione

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