L’aziendalizzazione della scuola si fa sempre più concreta, con l’ingresso di aziende assicurative e banche nel sistema educativo italiano. Dopo anni di riduzione di risorse e di interventi di governo che hanno ridotto la qualità dell’istruzione, il ministro Valditara ha aperto le porte al privato, permettendo a istituti finanziari e assicurativi di entrare nel sistema scolastico. Dal 2025 è attivo un protocollo d’intesa triennale tra Ania e il mondo della scuola, per la promozione dell’educazione finanziaria e della cultura assicurativa e previdenziale. L’obiettivo è formare i giovani a gestire i rischi e a comprendere il valore del patrimonio privato, con un’attenzione particolare alle scuole secondarie di secondo grado.
Un progetto per formare i giovani al mondo del rischio
Il progetto, denominato “Educazione assicurativa nelle scuole”, è stato avviato nel 2023 con un accordo tra la Banca d’Italia, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) e il ministero dell’Istruzione. L’obiettivo è contribuire all’accrescimento della cultura assicurativa delle nuove generazioni, formando giovani cittadini consapevoli della necessità di proteggersi dai rischi. Gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie hanno avuto la facoltà di aderire a progetti formativi, con seminari annuali organizzati dagli esperti di Ivass, che hanno fornito strumenti per affrontare i temi assicurativi in classe. Un esempio concreto è la Giornata dell’educazione assicurativa, svoltasi il 19 ottobre 2023, in cui cento classi delle scuole superiori hanno partecipato a eventi organizzati dal Forum Ania-Consumatori. Tra i temi trattati, la percezione del rischio e la scelta delle protezioni, con una diffusione tramite la piattaforma Educazione Digitale e il patrocinio del Ministero dell’istruzione. La domanda che emerge è: quale preoccupazione assale di più gli studenti, se non la smania di contrarre un’assicurazione?
Un modello di governance che privilegia il privato
La collaborazione tra il mondo assicurativo e la scuola non si limita a progetti educativi. A Roma, il 3 dicembre 2025, si è svolta la Giornata della Fondazione Ania, evento in cui il ministro Valditara ha annunciato con entusiasmo la polizza sanitaria per il mondo della scuola. Dopo aver parlato di “scuola costituzionale” e di nuove linee guida sull’educazione civica, il ministro ha sottolineato l’importanza di un sistema assicurativo che garantisca l’effettività dei diritti di cittadinanza. Questo approccio ha suscitato critiche, con l’accusa di una logica privatistica che privilegia il privato rispetto al pubblico.
La Flc-Cgil ha espresso preoccupazione per l’impostazione ideologica delle iniziative ministeriali, che si concentrano sulla trasmissione di competenze di gestione finanziaria, valorizzando il concetto di proprietà privata e tutela del patrimonio. Secondo Graziamaria Pistorino, della segreteria nazionale Flc-Cgil, l’educazione civica è ridotta a una materia che promuove logiche individualiste, anziché la consapevolezza della solidarietà sociale. Questo modello di governance, che si avvicina sempre di più al privato, ha suscitato dibattito e preoccupazione tra i docenti e i genitori.
A marzo 2026, con in calce il logo Ivass e quello del ministero delle Imprese e del made in Italy, è uscita la guida per i docenti della scuola primaria Villa Sicura. L’educazione assicurativa non ha età. Una guida per far comprendere a bambine e bambini «che la vita può presentare imprevisti, sapere che esistono le assicurazioni, intuire i motivi per cui le assicurazioni possono essere un valido aiuto». La scuola pubblica, in un contesto di riduzione di risorse, ha visto l’ingresso di aziende private come una risposta alle critiche.
La collaborazione tra banche e scuola si estende anche a eventi come “La banca incontra la scuola”, previsto per il mese dell’informazione finanziaria di novembre. In questi eventi, studenti di scuola primaria incontreranno istituzioni come Bvr, Banca veneto centrale, per comprendere meglio il mondo finanziario. Questi progetti, sebbene promossi come strumenti di formazione, sollevano domande su come l’educazione finanziaria possa influenzare le scelte future dei giovani e sul ruolo crescente del privato nel sistema educativo.



