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giovedì 15 Ottobre 2026

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Ventisei anni dopo l’alluvione, la Valle d’Aosta ricorda la ferita del 2000

A ventisei anni dall’alluvione del 2000, il presidente Testolin ricorda la tragedia e il lavoro della Protezione civile.

A ventisei anni dall’alluvione dell’ottobre 2000 in Valle d’Aosta, il presidente della Regione Renzo Testolin ha rinnovato il ricordo delle vittime e la vicinanza alle loro famiglie, sottolineando il valore di un’esperienza che ha profondamente segnato la comunità valdostana. L’evento, che ha causato gravi danni e perso di vita, rimane una ferita nella memoria della popolazione. Testolin ha ricordato come l’esperienza del 2000 abbia contribuito a trasformare il modo di affrontare le emergenze, creando un sistema più organizzato e preparato.

Un impegno concreto per il futuro

Il presidente ha sottolineato che fare memoria significa trasformare l’esperienza del passato in un impegno concreto per il futuro. La Protezione civile, da allora, è diventata una garanzia di tutela per tutta la comunità. L’esperienza del 2000 ha maturato una maggiore consapevolezza della necessità di affrontare le emergenze attraverso un sistema organizzato, in cui istituzioni, enti locali, strutture operative, professionisti e volontari agiscano in modo coordinato e sinergico.

EU-ALPEX2027: un’occasione di crescita

Testolin ha anche annunciato che la Protezione civile valdostana sta preparandosi all’esercitazione unionale europea EU-ALPEX2027, che vedrà la Valle d’Aosta impegnata in un’importante attività di coordinamento e preparazione. L’evento rappresenta un’occasione per mettere alla prova capacità operative, procedure e collaborazione tra le diverse componenti del sistema. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la preparazione di fronte a scenari complessi, come quelli derivanti da eventi naturali. La Protezione civile non è chiamata soltanto a intervenire quando un evento si è verificato, ma deve lavorare ogni giorno per anticipare i rischi, preparare le risposte e ridurre, per quanto possibile, le conseguenze degli eventi naturali su persone, abitazioni e infrastrutture. L’esperienza maturata negli anni, insieme all’evoluzione delle tecnologie e alla formazione, ha permesso di verificare le procedure, consolidare le collaborazioni e individuare gli aspetti da migliorare.

Il ricordo di quei giorni rimane una ferita nella memoria della nostra comunità. Le vittime, le famiglie colpite, i villaggi devastati e le tante persone che videro cambiare improvvisamente la propria vita rappresentano una parte della nostra storia che abbiamo il dovere di custodire. A distanza di ventisei anni, il nostro pensiero va a chi ha perso i propri cari e a quanti hanno vissuto direttamente le conseguenze di quella tragedia. Testolin ha concluso ricordando che gli avvenimenti del 2000 ci ricordano che, in un territorio alpino come il nostro, la sicurezza richiede conoscenza, attenzione e responsabilità condivisa. La Protezione civile, attraverso il lavoro quotidiano, deve continuare a essere una garanzia di tutela per tutta la comunità valdostana.

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