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giovedì 15 Ottobre 2026

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Pistoia, il terzo settore serve oltre 86mila persone all’anno

Pistoia, il terzo settore serve oltre 86mila persone all’anno: dati su utilizzo e attività delle associazioni.

Un anno di servizio a Pistoia: 86mila persone coinvolte

Sono 86.550 le persone che si rivolgono in un anno alle associazioni del Terzo settore di Pistoia, un dato che mette in luce l’importanza del settore nel territorio. Tra i destinatari delle attività, si contano famiglie, anziani, giovani, studenti, donne, persone con disabilità o in difficoltà economiche. Questi numeri emergono da uno studio condotto da Andrea Salvini, professore di Sociologia generale all’Università di Pisa, presentato durante un’iniziativa organizzata dalla Delegazione Cesvot di Pistoia.

Un forte impegno per il volontariato e la formazione

Il 31,4% degli enti di Terzo settore ha partecipato nel 2024 a attività di formazione organizzate da Cesvot, e il 72,2% dichiara di conoscere l’organizzazione “molto bene”. Tra coloro che conoscono Cesvot, l’89,9% ha usufruito di almeno un servizio offerto dal Centro di Servizi. Questi dati testimoniano un forte impegno per il volontariato e la formazione, che rappresentano un pilastro per il funzionamento delle associazioni locali.

Il tessuto associativo di Pistoia è una comunità partecipata e capillare.
La presidente Silvia Bini ha sottolineato come Pistoia sia animata da un tessuto associativo partecipato e capillare, una vera e propria comunità in cui persone, idee e relazioni diventano un bene comune del territorio. Ed è proprio in questo slancio di partecipazione e di sussidiarietà che il welfare e i diritti di cittadinanza trovano il loro reale compimento.

Le attività principali e le convenzioni con enti pubblici sono fondamentali.
Il 41,7% degli enti opera prevalentemente nel settore relativo a “cultura, sport e ricreazione”, il 22,4% in “sanità”, l’11,5% in “assistenza sociale e protezione civile”. Inoltre, il 43,1% degli enti ha convenzioni con enti pubblici, per un totale di 183 convenzioni. Questi accordi sono fondamentali per garantire la continuità e l’efficacia dei servizi offerti. Meno della metà delle associazioni (57,5%) ha adottato strategie per facilitare il coinvolgimento di nuovi volontari, finalizzato al turnover e al ricambio generazionale. La strategia più diffusa è stata l’utilizzo dei social network, con il 51,5% degli enti che ha scelto questa via. Gli enti sfruttano le tecnologie digitali tendenzialmente in modo basic, con solo il 2,3% dei rispondenti che ha familiarità con l’IA.

  • 86.550 persone coinvolte in un anno
  • 41,7% degli enti opera in cultura, sport e ricreazione
  • 43,1% degli enti ha convenzioni con enti pubblici
  • 51,5% degli enti utilizza i social network

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