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giovedì 15 Ottobre 2026

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Vivian Lamarque: «La vecchiaia mi piace, il segreto è nei piccoli desideri»

Vivian Lamarque parla della vecchiaia e dei desideri piccoli: il segreto per vivere bene.

Vivian Lamarque, una delle voci poetiche più conosciute in Italia, ha espresso un’idea profonda e personale sulla vecchiaia: «Mi sta piacendo la vecchiaia. Il segreto è nei piccoli desideri». La poetessa, vincitrice del Premio Strega Poesia nel 2023 con L’amore da vecchia, ha condiviso in un’intervista le sue riflessioni su come la vecchiaia, per lei, non sia un periodo di sconforto, ma un’età in cui si possono ancora desiderare, sognare e vivere con leggerezza. «E, per ora, anche lei, la vecchiaia, mi piace», ha detto, sottolineando una sorta di accettazione serena del tempo che passa.

La vecchiaia come spazio di desideri

La poetessa ha spiegato come la vecchiaia, per lei, non sia un momento di fine, ma un’età in cui i desideri si fanno più semplici e accessibili. «Mi sono specializzata in questi desideri facili perché sotto i difficili, inavverati, piangono», ha commentato, rivelando una visione non tragica, ma piena di curiosità e ironia. I piccoli desideri, come «che il tram aspetti quei disperati che lo rincorrono» o «che Media World accenda le luminarie natalizie», diventano una forma di resistenza e di vita. «E possono essere giorni anche con-desideri fino all’ultimo», ha aggiunto, sottolineando come la vecchiaia possa essere un’età in cui si cerca ancora il senso delle cose, ma con una maggiore consapevolezza.

«Autoironia e ironia senza fine, salvifica fin da quando ero piccola», ha detto, mostrando come la sua visione della vita sia sempre stata legata a una forma di resistenza e di speranza. La poetessa ha anche parlato del rapporto con il maschile, che ha sempre avuto un’impronta adorante e spesso timorosa. «Con il maschile ho sempre avuto un rapporto adorante, credo per l’imprinting incandescente», ha spiegato, ricordando l’improvvisa apparizione del padre adottivo, Dante, un vigile del fuoco e campione d’Italia di sollevamento pesi. «Rapporto adorante ma con terrore, terrore delle sparizioni improvvise», ha aggiunto, rivelando come la sua vita sia stata segnata da un’esperienza di perdita e di ricerca di senso.

La poesia come forma di amore

Per Vivian Lamarque, la poesia è un’altra forma di amore, un modo per esprimere le emozioni e i sentimenti che non sempre si possono dire a voce alta. «Quanto l’«amore da vecchia» è anche amore nei confronti della poesia?», ha chiesto, rivelando come la sua produzione poetica sia stata ispirata da un desiderio di connessione con il mondo e con se stessa. «La poesia? Oh quella sempre!», ha risposto, ricordando come abbia iniziato a scrivere a dieci anni, scoprendo di essere stata adottata. «Ho scritto le prime a dieci anni scoprendo di essere stata adottata e già prima, a scuola, studiandole a memoria», ha detto, mostrando come la poesia sia stata una forma di salvezza e di identità.

La poetessa ha anche parlato del rapporto con il maschile, che ha sempre avuto un’impronta adorante e spesso timorosa. «Con il maschile ho sempre avuto un rapporto adorante, credo per l’imprinting incandescente», ha spiegato, ricordando l’improvvisa apparizione del padre adottivo, Dante, un vigile del fuoco e campione d’Italia di sollevamento pesi. «Rapporto adorante ma con terrore, terrore delle sparizioni improvvise», ha aggiunto, rivelando come la sua vita sia stata segnata da un’esperienza di perdita e di ricerca di senso.

La vecchiaia, per Vivian Lamarque, non è un’età di fine, ma un’età in cui si può ancora sognare, desiderare e vivere con ironia e curiosità. «E oggi mi ritrovo, incorporata, una specie di badantina-bambina, gratis, curiosa di tutto», ha detto, sottolineando come la vecchiaia possa essere un’età in cui si cerca ancora il senso delle cose, ma con una maggiore consapevolezza e una maggiore libertà.

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