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venerdì 16 Ottobre 2026

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Cultura

La Calamita Cosmica e il CIAC: Foligno, un polo d’arte contemporanea

Foligno si conferma hub artistico con la Calamita Cosmica di De Dominicis e il CIAC.

La Calamita Cosmica, l’opera simbolo di Gino De Dominicis, si trova oggi a Foligno, in un contesto che la rende protagonista di un dibattito culturale internazionale. L’installazione, realizzata nel 1989, è ospitata in modo permanente nell’ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, un luogo che ha visto destinazioni diverse nel corso dei secoli. La scelta di Foligno come sede definitiva per questa scultura, un gigante di 24 metri, ha trasformato la città in un polo d’arte contemporanea, in grado di dialogare con il passato e di proiettarsi nel futuro. La Calamita Cosmica, con il suo becco d’uccello al posto del naso e l’asta dorata che punta verso il cielo, rappresenta un’immagine provocatoria e profonda, che sfida la gravità e invita a riflettere sul tempo, sull’immortalità e sul mito.

Un’opera che sfida il tempo

De Dominicis, nato ad Ancona nel 1947 e scomparso a Roma nel 1998, è stato una figura affascinante e eccentrica dell’arte del secondo Novecento. L’artista, autonomo rispetto alle correnti e ai gruppi d’avanguardia, rifiutava la catalogazione e la documentazione fotografica delle sue opere, non concedendo alla fotografia alcun valore testimoniale. La sua ricerca si collocava al di fuori del tempo storico, muovendosi tra ironia e tragedia, magia e scienza, per riaffermare l’illimitatezza del pensiero e la potenza dell’immaginazione. La Calamita Cosmica, realizzata originariamente per il Magasin di Grenoble, ha vissuto una vita espositiva itinerante, visitando luoghi prestigiosi come la Reggia di Capodimonte, il MAXXI di Roma e i giardini della Reggia di Versailles. Nel 2004, l’opera è stata acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, che ha riconosciuto il suo valore inestimabile.

La Calamita Cosmica non è solo una scultura, ma un simbolo di resistenza e immaginazione. L’asta dorata che si alza verso il cielo funziona come uno gnomone o un’antenna di risonanza, uno strumento apotropaico carico di onde magnetiche in sintonia interplanetaria. L’artista, come ricordava nei suoi scritti, credeva nell’immortalità fisica del corpo, intuizione che apparteneva all’antica civiltà dei Sumeri. Questa idea rappresenta l’unica vera forma di esistenza completa, in contrasto con la finitezza della materia.

Un luogo straordinario per un’opera straordinaria

L’Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, disegnata nel Settecento dall’architetto Carlo Murena, ha conosciuto destini disparati. Dopo essere stata adibita a panificio, granaio, caserma e autorimessa della Polizia di Stato, l’edificio è stato gravemente danneggiato dal sisma del 1997. Il restauro conservativo, arricchito da una gabbia antisismica esterna, ha trasformato la chiesa nel secondo polo espositivo del CIAC (Centro Italiano Arte Contemporanea). Il dialogo tra la spazialità barocca e lo scheletro di De Dominicis crea un cortocircuito visivo ed emotivo unico. La Calamita Cosmica, vivace e immobile, evoca l’assoluto e sfida la legge dell’entropia.

Foligno si è imposta come hub strategico per le arti visive del nostro tempo. La sinergia tra collezioni monumentali, centri espositivi d’eccellenza e interventi urbani ha reso la città una tappa imprescindibile per chiunque voglia esplorare il potere provocatorio e rivelatore della creatività. Tra le opere contemporanee che si incontrano nello spazio urbano, spiccano le due di Theimer: Ricordo del dolore umano (Fontana delle Tartarughe) e il Monumento a Giuseppe Piermarini (Ercole), entrambi situati in luoghi storici della città. Il Monumento a San Francesco di Pietro Battoni, in Piazza della Repubblica, e la chiesa di San Paolo Apostolo, progettata da Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli Fuksas nel 2009, completano un panorama artistico e architettonico unico.

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