Carlo Monni, un artista toscano noto per la sua carriera di attore, poeta e musicista, è al centro di un docufilm che racconta la sua vita e la sua carriera. Il film, intitolato “Come un grillo nell’uragano”, è stato realizzato da Romeo e Valentino Conte, figlio del regista Romeo Conte, scomparso nel 2024. Il documentario è stato selezionato per la 21a Festa del Cinema di Roma, dove sarà presentato in anteprima il 16 ottobre 2026. La realizzazione del film è nata da un progetto fortemente voluto da Romeo Conte, che aveva sempre pensato che, data l’importanza di Carlo Monni, non fosse stato fatto alcun documentario su di lui. La scomparsa del regista ha reso necessario che il figlio Valentino portasse a termine il progetto, continuando il lavoro di ricerca e regia iniziato con il padre.
Un progetto nato da un’idea e un’eredità
Il docufilm è nato da un’idea che Romeo Conte aveva da tempo, ma che non era mai riuscito a realizzare. Il regista aveva sempre pensato che, data l’importanza di Carlo Monni, non fosse stato fatto alcun documentario su di lui. La scomparsa di Romeo Conte nel 2024 ha reso necessario che il figlio Valentino portasse a termine il progetto, continuando il lavoro di ricerca e regia iniziato con il padre. Il film è stato realizzato grazie al supporto di molte figure del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui Roberto Benigni, Bobo Rondelli, Alessandro Benvenuti e molti altri. Il documentario è stato realizzato con l’intento di restituire al pubblico le immagini e non soltanto qualcosa di astratto, cercando di trasmettere l’energia e la complessità di Monni.
Il lavoro è stato reso possibile grazie alle testimonianze di oltre settanta persone, tra cui amici, colleghi e personaggi del mondo dello spettacolo. Il film presenta un ritratto a tutto tondo di Carlo Monni, andando oltre i personaggi e i ruoli che lo hanno reso popolare. Il documentario cerca di raccontare la complessità, le radici, la poesia e il rapporto profondo con la cultura e la terra toscana. Il lavoro è stato intenso e richiedeva molto impegno, ma il risultato è stato soddisfacente. Il documentario è stato selezionato per la Festa del Cinema di Roma, dove sarà presentato in anteprima il 16 ottobre 2026.
Un ritorno a Roma dopo trentasei anni
Il film è stato realizzato con l’aiuto di molti professionisti, tra cui Patrizio Gioffredi, che ha aiutato nel montaggio, e Matteo Cichero, che ha messo un po’ di fretta per finirlo. Il lavoro è stato intenso e richiedeva molto impegno, ma il risultato è stato soddisfacente. Il documentario è stato realizzato con l’intento di restituire al pubblico le immagini e non soltanto qualcosa di astratto, cercando di trasmettere l’energia e la complessità di Monni. L’emozione è grande per due motivi: uno perché pensiamo che sia la vetrina perfetta per Carlo, il suo ritorno a Roma dove venne per la prima volta nel 1970 insieme a Donato Sannini e Roberto Benigni. L’altro motivo è l’emozione di portare un’opera firmata da Romeo Conte in un festival prestigioso.
Il film è stato selezionato per la Festa del Cinema di Roma, dove sarà presentato in anteprima il 16 ottobre 2026. Il documentario è stato realizzato con l’intento di far conoscere e apprezzare Carlo Monni a un pubblico più ampio, non solo a chi lo conosceva già. Il lavoro è stato reso possibile grazie alle testimonianze di oltre settanta persone, tra cui amici, colleghi e personaggi del mondo dello spettacolo. Il film è stato realizzato con l’intento di restituire al pubblico le immagini e non soltanto qualcosa di astratto, cercando di trasmettere l’energia e la complessità di Monni.



