A Trento apre la pizzeria ‘Tavolo 27’, un progetto innovativo che coinvolge detenuti nel reinserimento lavorativo, con l’obiettivo di offrire loro un’opportunità concreta per ricostruire la propria vita. Il locale, situato vicino alla Casa circondariale di Trento, è stato realizzato in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e gestito da Spinipizza, un’impresa sociale che punta a creare un ponte tra chi ha avuto meno fortuna e chi deve garantire le opportunità di ripartenza. Il progetto si basa sull’idea iniziale dell’ex procuratore capo Sandro Raimondi, oggi difensore civico, e si articola in due momenti: a pranzo, per i lavoratori della zona industriale e per chi è di passaggio a Trento Nord, con formule semplici e accessibili; alla sera, il ristorante propone un menu più ampio per famiglie, gruppi e cene aziendali, con alcune serate dedicate a iniziative culturali e sociali.
Un lavoro come strumento di riscatto
La pizzeria ‘Tavolo 27’ è un esempio concreto di come il lavoro possa diventare un mezzo di riscatto per le persone in esecuzione penale. I detenuti, selezionati in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Levico Terme e la direzione della casa circondariale, lavoreranno in regime di semilibertà, articolo 21, o in tirocini di inclusione sociale, formazione e orientamento. Ogni giorno saranno accompagnati da un tutor aziendale, che li supporterà nel loro percorso di reinserimento. L’obiettivo è offrire loro un’opportunità di lavoro reale, con l’ausilio di professionisti della ristorazione, e permettere loro di costruire nuove opportunità per il proprio futuro.
Il lavoro non è soltanto un’occupazione, ma una possibilità concreta per ripartire e costruire il proprio futuro. Il governatore Maurizio Fugatti, durante l’inaugurazione, ha sottolineato come il lavoro possa essere un’occasione per reinventarsi. “Ho provato a fare anche io il pizzaiolo… diciamo che per ora è meglio se continuo a fare il presidente”, ha commentato con umorismo, rafforzando l’idea che il lavoro possa essere un’occasione per reinventarsi.
Un progetto pilota per il reinserimento sociale
Il progetto, realizzato nell’ambito del Distretto dell’economia solidale, si basa sull’idea di creare un luogo nel quale le persone in esecuzione penale possano formarsi, lavorare e costruire nuove opportunità. La pizzeria è aperta dal lunedì al sabato, con orari di pranzo e, dal giovedì, per aperitivo e cena. La produzione agricola all’interno delle mura del carcere fornisce materie prime alla cucina, mentre i laboratori esterni di trasformazione le valorizzano, portandole fino ai piatti che i clienti trovano in tavola. L’impresa sociale Spinipizza rilascerà un’attestazione delle competenze acquisite, un passo importante per il reinserimento professionale.
Un’occasione anche per ridurre la recidiva e garantire maggiore sicurezza a tutta la comunità. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha evidenziato il valore rieducativo del progetto e il suo obiettivo di inserirsi positivamente nella comunità. La commissaria del governo Isabella Fusiello ha sottolineato il valore dell’iniziativa come strumento di promozione del lavoro e quindi di dignità e riscatto sociale. Il garante dei diritti dei detenuti, Giovanni Maria Pavarin, ha ringraziato quanti hanno raccolto la sfida del progetto, sottolineando come la rieducazione sia uno dei perni del trattamento penitenziario.
Il progetto è stato accolto con entusiasmo da diversi esponenti locali, tra cui il governatore Maurizio Fugatti, che ha sottolineato come il lavoro non sia soltanto un’occupazione, ma una possibilità concreta per ripartire e costruire il proprio futuro. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha evidenziato il valore rieducativo del progetto e il suo obiettivo di inserirsi positivamente nella comunità.



