La società civile europea ha lanciato un appello urgente ai capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, chiedendo di salvare la coesione e di portare la spesa sociale al 25% nei prossimi sette anni. La richiesta è contenuta in una lettera aperta firmata da oltre 110 reti e organizzazioni nazionali impegnate nel sociale, che si rivolgono al Consiglio europeo e al Parlamento per l’approvazione del Quadro finanziario pluriennale 2028-2024.
Investimenti sociali e territoriali fondamentali
La lettera, firmata da EuFunds4Social, sottolinea che gli investimenti sociali e territoriali sono fondamentali per consentire all’Europa di rispondere alle grandi sfide del nostro tempo. Tra queste, l’aumento delle disuguaglianze e della polarizzazione, la carenza di investimenti nei servizi pubblici, il divario tra aree urbane e rurali, l’invecchiamento demografico, la scarsità di competenze e il forte bisogno di riqualificazione e aggiornamento professionale, l’elevato tasso di disoccupazione e inattività giovanile, nonché le transizioni digitale e climatica. La società civile teme che il bilancio UE possa ridursi del 10% rispetto al settennato 2021-2027, a causa di tagli proposti su competitività, difesa e politica estera. La coesione, pur essendo tra i capitoli meno intaccati, non sfugge alla tagliola. Il Parlamento europeo, che non ha il potere di modificare la proposta ma deve accettarla o respingerla in blocco, ha già espresso la sua posizione, rifiutando la “nego-box” proposta dal Consiglio.
La lettera chiede di garantire un bilancio adeguato, in linea con la posizione del Parlamento, che chiede di impegnare l’1,27% del Pil europeo.
Salvaguardare i fondi di sviluppo e aumentare la spesa sociale
EuFunds4Social ha presentato quattro richieste principali: salvaguardare il Fondo sociale europeo plus (Fse+) da 124 miliardi di euro e il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), mantenendo finanziamenti dedicati e protetti; aumentare dal 14% al 25% la quota minima di risorse destinate alla spesa sociale nei futuri piani nazionali e regionali; garantire finanziamenti europei diretti per l’innovazione sociale, la cooperazione transnazionale, le organizzazioni della società civile e l’economia sociale. La lettera sottolinea che il riconoscimento del valore democratico e di cittadinanza attiva delle esperienze della società civile deve tradursi in un ruolo concreto nella progettazione, nella governance e nel monitoraggio dei programmi. Solo così, conclude la lettera, «l’economia sociale di mercato europea può continuare a rappresentare un fattore di resilienza in un mondo incerto».
La società civile auspica un bilancio dell’UE che continui a investire nelle persone, nelle comunità, in servizi di qualità e nell’economia sociale.
La lettera sottolinea l’importanza di mantenere condizioni abilitanti legate alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e al Pilastro europeo dei diritti sociali. La società civile europea chiede di salvaguardare il sostegno incentrato sulle persone e garantire una spesa minima destinata all’inclusione sociale, al contrasto della povertà infantile, alla tutela della salute e all’occupazione giovanile.
- Salvaguardare i fondi di sviluppo e coesione
- Aumentare la spesa sociale al 25%
- Garantire finanziamenti per l’innovazione sociale
- Supportare la società civile e l’economia sociale



