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venerdì 16 Ottobre 2026

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Russia cerca di mediare per l’Iran: Putin cerca di influenzare Trump

Russia cerca di mediare per l’Iran, Putin cerca di influenzare Trump

La Russia cerca di mediare tra Iran e Stati Uniti, con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov che si recherà a Teheran per discutere di misure di de-escalation. L’iniziativa, che mira a alleviare le tensioni crescenti, si colloca in un contesto di conflitti regionali e di crisi energetica. La visita di Lavrov, prevista per lunedì, è parte di un tentativo di riempire il vuoto diplomatico creatosi dopo i fallimenti dei mediatori mediorientali. La Russia, attraverso il suo alleato Putin, cerca di influenzare la posizione di Trump, che ha espresso una visione per la fine della guerra in Iran.

La guerra in Yemen e il ruolo degli Houthi

La guerra civile in Yemen si intensifica, con la città di Taiz, terza città più grande del Paese, che emerge come il fronte di battaglia più importante. La città, ultima roccaforte delle forze governative, è circondata dagli Houthi e la principale strada meridionale, che porta verso Aden, è bloccata. L’Oim ha avvertito che se gli Houthi penetreranno nel sito, la crisi umanitaria diventerà senza fine. Cinque morti e sedici feriti sono il bilancio dell’attacco degli Houthi contro il palazzo di Al Maashiq ad Aden, roccaforte del governo yemenita.

La guerra in Yemen si fa sempre più cruenta e le conseguenze umanitarie si fanno sentire.

Attacchi contro l’Arabia Saudita e la reazione internazionale

Gli Houthi continuano a lanciare attacchi contro le zone strategiche dell’Arabia Saudita, con droni che sorvolano aree ricche di greggio e missili balistici che mirano a Marib. Secondo il portavoce della coalizione saudita, il maggiore generale Turki al Malki, gli Houthi hanno attaccato l’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad almeno 20 volte dall’inizio di ottobre. La condanna internazionale, compresa quella del Consiglio ONU, ha messo in luce l’arsenale avanzato degli Houthi, che include navi veloci esplosive e altri armamenti. L’attacco a Hormuz ha ridotto i flussi energetici, con un calo da 15 milioni di barili a 13 al giorno.

La posizione di Trump e le prospettive per il Medio Oriente

Trump ha espresso una visione per la fine della guerra in Iran, ma non sembra intenzionato a ricorrere al nucleare né a schierare truppe sul terreno iraniano. L’attacco contro il complesso sotterraneo in cui sarebbe custodito il nucleare di Teheran, chiamato Pickaxe Mountain, non è previsto. La Russia, attraverso Lavrov, cerca di sfruttare questa situazione per guadagnare margini di manovra su Kiev, in un contesto di negoziati con gli Stati Uniti.

La Russia cerca di sfruttare la situazione per ottenere vantaggi diplomatici e strategici.

La guerra in Yemen e le tensioni con l’Iran continuano a influenzare la geopolitica regionale, con conseguenze economiche e umanitarie sempre più gravi. La Russia, attraverso la sua diplomazia, cerca di mediare e di influenzare le decisioni di Washington, in un contesto di crisi energetica e di conflitti regionali. La situazione rimane complessa e le prospettive per una soluzione pacifica non sono ancora chiare.

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