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venerdì 16 Ottobre 2026

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Tecnologia

Tecnologia e potere: il ruolo della politica nell’innovazione europea

L’esperto Luigi Martino analizza l’impatto della tecnologia sull’equilibrio internazionale e il ruolo della politica nell’innovazione in Europa.

La tecnologia come potere geopolitico

L’esperto Luigi Martino, durante il Digital Innovation Forum, ha sottolineato come il potere tecnologico stia ridisegnando gli equilibri tra gli Stati, con un impatto significativo a livello internazionale. Dall’America al continente asiatico, le tecnologie emergenti stanno influenzando le relazioni tra paesi, con un ruolo crescente per l’Europa nel tentativo di stabilire una propria posizione. Martino ha evidenziato come la politica non possa agire in modo autonomo senza il supporto degli attori privati, sottolineando l’importanza di una convergenza tra interessi nazionali e aziendali. La tecnologia non è neutrale, ma è un elemento di potere. Secondo l’esperto, è sbagliato considerarla buona o cattiva, ma è necessario capire come essa possa essere utilizzata nell’interesse collettivo o nazionale. Questo implica una governance adeguata, che richiede un ruolo attivo della politica per guidare l’innovazione in modo sostenibile e strategico.

Investimenti e sfide nell’innovazione italiana

L’Italia, pur non essendo al primo posto in termini di investimenti, si posiziona come un attore di nicchia con realtà di piccole e medie imprese che operano in diversi settori tecnologici. Martino ha menzionato progetti come quelli legati al calcolo quantistico, supercomputer e blockchain, sottolineando che l’Italia ospita infrastrutture significative, come il supercomputer a Bologna del Cineca. Tuttavia, gli investimenti rimangono limitati e spesso focalizzati su progetti di nicchia, che tuttavia possono generare effetti positivi a livello industriale.

La capacità imprenditoriale è altrettanto importante degli investimenti. L’esperto ha sottolineato che non basta solo l’allocazione di risorse, ma serve anche una visione strategica e una capacità di proporre idee innovative. L’Italia, con le sue piccole e medie imprese, ha un ruolo importante in questo contesto, ma deve migliorare la sua capacità di proiettare l’innovazione a livello internazionale.

Un’Europa che cerca di definire la sua posizione

L’Europa, attraverso il Digital Innovation Forum, sta cercando di creare una propria identità nell’innovazione, puntando su una sovranità digitale. Questo implica l’armonizzazione di progetti, finanziamenti e iniziative, con l’obiettivo di creare un quadro comune per la governance tecnologica. L’Italia, con le sue iniziative e la collaborazione tra università, spin-off e imprese, sta cercando di giocare un ruolo significativo in questa dinamica. La collaborazione tra settori diversi è cruciale per l’innovazione. L’esperto ha sottolineato come l’innovazione non possa essere realizzata da un solo attore, ma richiede un confronto tra istituzioni, industria e accademia. Questo approccio, se ben gestito, potrebbe portare a risultati significativi per l’Italia e per l’Europa nel contesto globale.

Un futuro in cui la tecnologia e la politica si incontrano

Martino ha concluso sottolineando che la tecnologia non è solo un elemento di progresso, ma anche un fattore di potere. L’Europa, con la sua capacità di unire diversi attori, ha la possibilità di giocare un ruolo chiave nel panorama internazionale. Tuttavia, per farlo, è necessario un impegno concreto, una visione strategica e una collaborazione tra settori diversi. La politica deve guidare l’innovazione per il bene comune. L’esperto ha ribadito che il ruolo della politica non è solo di regolamentazione, ma anche di proiezione di interessi nazionali e internazionali. Questo implica una capacità di gestire le tecnologie in modo responsabile, con un focus sull’interesse collettivo e sull’equilibrio tra potere e governance.

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