Il chirurgo che ha operato il Papa, il professor Stefano Margaritora, ha confermato che non ci sono motivi clinici per non effettuare il viaggio in Sud America previsto per il 6 al 17 novembre. L’intervento, descritto come di routine, ha visto il Papa sottoposto a una resezione del lobo inferiore del polmone destro, con esiti soddisfacenti. Dopo la dimissione dall’ospedale, il Santo Padre è in condizioni cliniche stabili e in grado di sostenere un viaggio di lunga durata.
Un intervento di routine, ma con un paziente speciale
L’intervento, eseguito al Policlinico Gemelli, è stato definito “di routine” dal chirurgo, che ha sottolineato come il Papa abbia seguito le indicazioni con grande collaborazione. Non lo dico per piaggeria, ma è stato veramente un paziente che non ha dato alcun minimo problema all’équipe che si occupava di lui. Il Papa, durante la convalescenza, ha dimostrato una forte volontà di riprendersi, seguendo con attenzione le indicazioni dietetiche e fisioterapiche. La sua collaborazione ha reso il recupero più veloce e efficace.
Il Papa, entrato in sala operatoria con un sorriso e una semplicità disarmante, ha reso l’esperienza unica per l’équipe. Ha seguito tutte le nostre tappe dal punto di vista dietetico, dal punto di vista fisioterapico. Si è rimesso in piedi, faceva sempre anche un pochino di più di quello che gli veniva richiesto. Nella seconda giornata dopo l’operazione, ci siamo girati e stava sistemando lui le sedie nella Cappella. Noi gli abbiamo detto: “Santo Padre, ci siamo noi”. E lui: “Non importa, riesco a farlo, lo faccio”.
La prevenzione e la diagnosi casuale del tumore
Il tumore polmonare del Papa è stato scoperto casualmente durante esami di routine all’addome. “La scoperta è avvenuta per caso, come purtroppo succede spesso”, ha spiegato il chirurgo. L’adenocarcinoma è stato rilevato alle basi polmonari, in una posizione che permetteva la visualizzazione durante gli esami radiologici. Margaritora ha sottolineato l’importanza della prevenzione, invitando la popolazione a sottoporsi a controlli periodici, soprattutto per tumori come quello polmonare, che spesso non danno sintomi nei primi stadi. “La popolazione a rischio dovrebbe fare esami di controllo preventivi, non solo per tumori come la mammella o il colon, ma anche per il polmone”, ha aggiunto il professor Margaritora. L’esperienza del Papa ha messo in luce l’importanza di una diagnosi precoce, anche se in questo caso il tumore è stato scoperto per caso.
Il chirurgo ha anche sottolineato che il Papa ha dimostrato una grande collaborazione durante l’intero processo. Non l’avrebbe dato neanche se si fosse chiamato Mario Bianchi. La sua volontà di riprendersi è stata un fattore chiave nel recupero. Il professor Margaritora ha espresso un ringraziamento a tutta la squadra del Policlinico Gemelli, che ha contribuito al recupero del Santo Padre. Il viaggio in Sud America, previsto per il 6 al 17 novembre, è considerato possibile dal punto di vista medico. Non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto. Il Papa, con le sue condizioni stabili e la sua collaborazione, è in grado di sostenere un viaggio di lunga durata.



