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sabato 17 Ottobre 2026

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Duomo di San Catervo riapre: Tolentino torna a vivere un simbolo della sua storia

Il Duomo di San Catervo riapre a Tolentino, simbolo di identità e memoria dopo il sisma del 2016.

Il Duomo di San Catervo a Tolentino ha riaperto le sue porte dopo anni di lavori di restauro e ricostruzione, segnando un momento di riconciliazione per la comunità. L’evento, che si è svolto il 17 ottobre 2026, ha visto la partecipazione di autorità civili e religiose, con l’obiettivo di restituire al paese un luogo profondamente legato alla sua storia e identità. La riapertura non è solo un ritorno a un edificio danneggiato dal sisma del 2016, ma un simbolo di rinascita e di un futuro costruito su radici antiche.

Un simbolo di identità e memoria

Il Duomo di San Catervo rappresenta un elemento centrale dell’identità tolentinate, non solo come luogo di culto, ma anche come patrimonio storico e artistico da preservare. La sua riapertura, avvenuta intorno alle 18 con il taglio del nastro, ha segnato un momento di gioia e speranza per la città. «Non restituiamo alla città soltanto una chiesa, ma un luogo che custodisce secoli di storia», ha sottolineato monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, durante la celebrazione eucaristica. Il Vescovo ha ricordato il valore del sarcofago di San Catervo, un reperto risalente al IV secolo che custodisce le radici cristiane del territorio.

Un lavoro condiviso tra istituzioni e comunità

La ricostruzione del Duomo è stata un progetto che ha visto la collaborazione tra diverse istituzioni, tra cui la Diocesi di Macerata, la Regione Marche, il Comune di Tolentino e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio. L’importo complessivo dei lavori è stato pari a 3.195.769,39 euro, con un risparmio di 4.230,61 euro rispetto al contributo concesso. L’intero processo ha visto l’impegno di imprese locali come la Fratelli Navarra srl e la Eredi Paci srl, che hanno curato rispettivamente i restauri strutturali e l’installazione dell’impianto illuminotecnico. «La città ritrova uno dei luoghi più profondamente legati alla propria storia, alla propria identità e alla vita della comunità», ha dichiarato il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, Guido Castelli.

La riapertura del Duomo si inserisce in un più ampio programma di recupero degli edifici di culto della Diocesi di Macerata, che comprende 77 interventi per un valore complessivo superiore a 55 milioni di euro. L’obiettivo è preservare il patrimonio storico e artistico dei territori colpiti dal sisma, garantendo alle nuove generazioni luoghi più sicuri senza disperderne il valore identitario. «La ricostruzione del Duomo non è perciò soltanto un recupero materiale: è restituzione di bellezza, memoria e futuro alle nostre comunità», ha concluso monsignor Marconi.

La riapertura del Duomo ha visto il ritorno alla venerazione del sarcofago paleocristiano, un reperto di eccezionale valore storico e religioso. Il busto reliquiario del Santo e il baldacchino processionale risalente al XVIII secolo sono tornati a essere esposti alla venerazione dei fedeli. L’installazione del nuovo impianto illuminotecnico, composto da 154 proiettori, e la rifunzionalizzazione dei lampadari storici hanno permesso di ripristinare 281 lampadine destinate a illuminare il presbiterio e le navate. L’evento ha visto anche la partecipazione della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio della Regione Marche, Silvia Luconi, e del consigliere regionale Renzo Marinelli, che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto.

La riapertura del Duomo di San Catervo rappresenta un passaggio importante nel percorso di ricostruzione avviato dopo il terremoto del 2016. Una restituzione che riporta al centro della vita cittadina un luogo di fede, memoria e arte, simbolo della continuità della comunità e della sua capacità di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

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