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sabato 17 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Sciopero nazionale per la scuola: in provincia di Oristano si attende il grande sciopero del 30 ottobre

Sciopero nazionale per la scuola: in provincia di Oristano si attende il grande sciopero del 30 ottobre

Il 17 ottobre 2026, in tutta Italia, studenti e docenti hanno espresso proteste e manifestazioni contro le politiche del Governo Meloni in materia di istruzione, con un forte impegno anche in provincia di Oristano. A Terralba, i docenti delle scuole medie hanno sospeso le attività extracurricolari e chiesto maggiore tutela, in un contesto di tensioni crescenti per la gestione delle responsabilità civili e penali legate all’accompagnamento degli alunni nei viaggi d’istruzione. Il movimento si è esteso a Cagliari, dove i ragazzi hanno manifestato sotto il palazzo del Consiglio regionale, chiedendo un cambio di passo per la scuola pubblica. Il 30 ottobre è in programma un grande sciopero generale nazionale, che coinvolgerà non solo le scuole, ma anche trasporti, servizi amministrativi, ospedali e commercio.

Reclami e rivendicazioni dei docenti

I docenti hanno presentato una serie di richieste, tra cui l’istituzione di una tutela legale civile e penale strutturale, con una copertura legale gratuita per difendere i docenti dalle azioni giudiziarie promosse dall’utenza. Inoltre, chiedono il diritto alla mensa o buono pasto per le giornate di rientro e il sblocco della Carta del Docente per l’acquisto di strumenti di lavoro indispensabili, come smartphone, stampanti e connessione. Le rivendicazioni si concentrano su un adeguamento salariale agli standard UE e un piano straordinario per colmare il divario retributivo rispetto ai colleghi europei.

Un appello al Ministero e al Governo

La protesta non è volta a scontrarsi con la Dirigenza Scolastica, ma a rivolgersi al Ministero dell’Istruzione e al Governo. I docenti sottolineano che l’azione non è un atto di scontro, ma un appello per garantire una scuola pubblica qualificata, autorevole e realmente rispettata. La scuola rappresenta un punto di riferimento nel territorio, con corsi specifici come quelli musicali, i corsi Trinity, lo studio dello spagnolo e le uscite didattiche. Tuttavia, gran parte di questa offerta si è sostenuta per anni sulla buona volontà e sul volontariato dei docenti, spesso senza adeguata remunerazione.

Per garantire la continuità didattica, i docenti hanno deciso di sospendere le prestazioni extracurricolari, limitandosi alle attività previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). A rimanere operativi saranno i servizi fondamentali, come l’orientamento scolastico, il sostegno agli alunni fragili e la collaborazione con i Servizi Sociali e la Neuropsichiatria Infantile ASL. La protesta mira a restituire equità salariale e dignità a un profilo professionale fondamentale per il Paese.

Infine, i docenti chiedono un’alleanza educativa con le famiglie, con il ripristino del rispetto e del valore sociale della figura del docente all’interno del patto di corresponsabilità. Non è una protesta contro gli studenti o la scuola, ma una battaglia di civiltà per garantire una scuola pubblica qualificata, autorevole e realmente rispettata.

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