Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 18 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Scienza

Un legame genetico inatteso tra Hawaii e Isola di Pasqua

Nuovi dati genetici rivelano un legame tra Hawaii e Isola di Pasqua, con implicazioni per la medicina.

Un legame genetico inatteso tra Hawaii e Isola di Pasqua

Un nuovo studio genetico ha rivelato un legame inatteso tra le Hawaii e l’Isola di Pasqua, con implicazioni significative per la comprensione delle migrazioni antiche e per la salute delle popolazioni polinesiane. L’analisi, condotta da ricercatori della Stanford University e dell’Università della California a San Diego, ha esaminato i genomi di oltre mille persone provenienti da diverse isole della Polinesia, concentrando l’attenzione sui segmenti di DNA di origine polinesiana. I risultati mostrano che gli hawaiani condividono la maggiore quantità di antenati polinesiani con gli abitanti dell’Isola di Pasqua, seguiti da quelli di Mangareva. Questo suggerisce una rotta migratoria più lunga di quanto precedentemente ritenuto, con piccoli gruppi di navigatori che avrebbero raggiunto le Hawaii dopo la colonizzazione delle isole orientali della Polinesia.

La ricerca ha rivoluzionato la mappa delle migrazioni polinesiane, indicando che l’Isola di Pasqua non era il punto d’arrivo finale, ma un nodo intermedio nel percorso verso le Hawaii. “Pensavamo che l’Isola di Pasqua fosse il punto d’arrivo, ma ora sembra che facesse parte del percorso verso le Hawaii”, ha spiegato Alexander Ioannidis, uno dei principali ricercatori del progetto.

Effetti del fondatore e riduzione della diversità genetica

La ricerca ha inoltre identificato forti effetti del fondatore, fenomeni che si verificano quando una nuova popolazione nasce da un numero ristretto di individui. Questo riduce la diversità genetica e aumenta la frequenza di alcune varianti rare. Secondo gli autori, questi effetti risultano nella Polinesia orientale oltre dieci volte più marcati rispetto a quelli osservati in alcune popolazioni europee già ampiamente studiate. A Tahiti, l’analisi genetica indica una popolazione fondatrice di circa 800 individui in età riproduttiva, arrivati intorno al 1070. Questi dati forniscono una visione più precisa del processo di colonizzazione e della formazione delle popolazioni polinesiane.

Implicazioni per la salute e la medicina di precisione

Gli studiosi hanno anche esaminato tre varianti genetiche associate a malattie recessive, nei geni ADAMTSL4, PDE6B e FAN1, che possono provocare rispettivamente problemi al cristallino, perdita progressiva della vista e insufficienza renale. Queste varianti, rarissime nella popolazione mondiale, sono presenti nel 2-3% dei polinesiani orientali esaminati. L’importanza di queste scoperte risiede nel fatto che potrebbero avere conseguenze significative per la medicina di precisione, permettendo di sviluppare interventi mirati e personalizzati. La ricerca sottolinea la necessità di ampliare gli studi genetici, non solo per comprendere le migrazioni, ma anche per identificare rischi sanitari specifici. I risultati indicano la necessità di valutare programmi di screening mirati, senza implicare che tutti i portatori sviluppino le malattie associate.

Un passo avanti nella comprensione delle popolazioni polinesiane

L’analisi dei genomi polinesiani ha fornito nuove informazioni sulla storia genetica delle popolazioni del Pacifico, rivelando un legame inatteso tra Hawaii e Isola di Pasqua. Questi dati non solo arricchiscono la conoscenza delle migrazioni antiche, ma aprono nuove prospettive per la salute pubblica e la medicina. La ricerca, pubblicata sulla rivista Science, rappresenta un passo avanti nella comprensione delle complessità genetiche e culturali delle popolazioni polinesiane.

Leggi anche