L’intelligenza artificiale sta aiutando i ricercatori italiani a trovare nuovi antibiotici, sfruttando la ricchezza chimica della natura. Un team di scienziati ha sviluppato un sistema chiamato NP-GUARD, in grado di analizzare migliaia di molecole naturali e identificare quelle con potenziale attività antimicrobica. L’obiettivo è contrastare i batteri resistenti, i cosiddetti superbug, che rappresentano una seria minaccia per la salute globale.
La resistenza agli antibiotici: una pandemia nascosta
“La vera pandemia nascosta è la resistenza agli antibiotici”, sottolinea Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Secondo i dati, in Italia si registrano ogni anno circa 11mila decessi legati a questa emergenza, quasi un terzo di quelli stimati nell’intera Unione europea. La resistenza agli antibiotici è un problema crescente, che mette a rischio interventi chirurgici, trapianti e terapie oncologiche. Senza nuove soluzioni, la sanità rischia di non essere in grado di gestire le infezioni gravi.
NP-GUARD: un sistema che valuta l’incertezza
NP-GUARD è un approccio computazionale che non si limita a fornire un punteggio alle molecole, ma integra diversi strumenti per valutare contemporaneamente la loro attività antimicrobica, l’incertezza delle previsioni e la diversità chimica. L’idea nasce da un limite dell’AI: un algoritmo può dare una previsione convincente senza che essa sia necessariamente affidabile. Per questo, i ricercatori hanno progettato un sistema che non si basa solo su dati insufficienti o somiglianze con composti già conosciuti, ma considera anche la struttura chimica e la riproducibilità delle previsioni. Il sistema è stato testato su tre batteri resistenti: Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa. Successivamente, è stato applicato a oltre 400mila composti naturali provenienti dal database COCONUT. I ricercatori hanno individuato 90 composti promettenti, appartenenti a 72 diverse strutture chimiche. Tuttavia, lo studio non annuncia la scoperta di nuovi antibiotici, ma indica che la loro attività antimicrobica dovrà essere verificata sperimentalmente.
La natura è ancora una risorsa inesplorata
Piante, funghi, batteri e altri organismi producono una straordinaria varietà di molecole, molte delle quali derivano direttamente o indirettamente dagli antibiotici utilizzati oggi. Tuttavia, individuare nuovi composti efficaci significa cercare tra centinaia di migliaia di possibilità. L’AI può aiutare a esplorare questo spazio chimico immenso, ma non può sostituire il metodo sperimentale. “La vera sfida è costruire strumenti che non siano soltanto accurati, ma anche trasparenti e capaci di riconoscere i propri limiti”, spiega Francesco Branda, ricercatore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
La ricerca italiana rappresenta un passo avanti nella lotta contro i superbug, ma la strada è lunga. L’AI può orientare la scoperta scientifica, ma solo se usata con consapevolezza e senza illusioni. La natura, purtroppo, rimane ancora una risorsa inesplorata, ma con l’aiuto della tecnologia, potrebbe offrire nuove soluzioni per un problema globale.



