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domenica 18 Ottobre 2026

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Lula lancia piano di sussidi e bonus per rimonta elettorale: 50 miliardi di euro in misure economiche

Lula annuncia misure economiche per rimonta elettorale, mobilita 50 miliardi di euro in sussidi e bonus.

Un piano di sussidi e bonus per riacquistare consenso

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, sconfitto al primo turno delle elezioni da Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha lanciato un piano di misure economiche e sociali per riacquistare consenso e prepararsi al ballottaggio del 25 ottobre. Il piano, che mobilita circa 50 miliardi di euro, include bonus, sussidi e agevolazioni per famiglie, imprese e settori chiave del Paese. L’obiettivo è rafforzare la sua posizione nei sondaggi e convincere i cittadini a votare per un quarto mandato, nonostante l’età avanzata.

Il piano include misure che riducono il carico fiscale e aumentano il reddito disponibile per i contribuenti. Tra le iniziative più significative, il rafforzamento del programma Bolsa Família, che ha visto un aumento del 15% del beneficio minimo mensile, portando da 600 a 691 reais. Il costo aggiuntivo è stimato in 5,8 miliardi di reais nel 2026 e 22 miliardi nel 2027. Inoltre, il programma Gás do Povo, che aiuta le famiglie a basso reddito ad acquistare gas da cucina, dispone di circa 5,1 miliardi di real.

La riduzione della settimana lavorativa e il trasporto gratuito nei fine settimana

Tra le misure più simboliche, Lula ha approvato la riduzione della settimana lavorativa da 44 a 40 ore, garantendo due giorni di riposo senza riduzione salariale. La riforma, che ha visto l’approvazione del Parlamento, è una misura di bandiera del governo e potrebbe influenzare le imprese, richiedendo una riorganizzazione dei turni o l’assunzione di personale aggiuntivo. Inoltre, il presidente ha promesso una proposta costituzionale per rendere gratuito il trasporto pubblico nei fine settimana in tutto il Paese, un’idea che potrebbe costare tra 7 e 8 miliardi di reais all’anno. Le misure sono finanziarie, ma non costituiscono sussidi a fondo perduto. L’impatto fiscale diretto del piano è stimato in 93,8 miliardi di reais, circa 16 miliardi di euro, con ulteriori 185,7 miliardi destinati a linee di credito rimborsabili. Alcune iniziative, come il programma Desenrola 3.0, mirano a facilitare il rimborso degli arretrati e consentire ai debitori di recuperare l’accesso al credito, riducendo gli interessi e permettendo rateizzazioni.

Il governo ha anche annunciato la cancellazione di 12,6 miliardi di reais di debiti tributari a carico di circa 3,6 milioni di microimprenditori (MEI). Il costo fiscale stimato è di circa 3,04 miliardi nel periodo 2027-2029. Inoltre, il programma Pix MEI prevede contributi non rimborsabili fino a 5.000 reais per sostenere gli investimenti delle piccole attività, con un costo complessivo stimato di 5 miliardi in quattro anni. L’innalzamento del tetto di fatturato annuo per restare nella categoria MEI, da 81.000 a 140.000 real, comporterebbe ulteriori 8,1 miliardi di costi fiscali nell’arco di tre anni.

Altri 10 miliardi sono destinati al settore agricolo attraverso il programma Moviagrícola, mentre 33,5 miliardi sostengono gli esportatori colpiti dalle misure tariffarie statunitensi attraverso il programma Brasil Soberano. Sono in ogni caso risorse da restituire, non sussidi a fondo perduto. Il costo per le casse pubbliche deriva soprattutto dagli interessi agevolati, dalle eventuali garanzie e dalle perdite sui finanziamenti.

Le misure sono parte di un piano più ampio per riacquistare il controllo del Paese. L’obiettivo del piano è rafforzare la base elettorale di Lula, che, nonostante la sconfitta al primo turno, sta registrando un aumento del consenso. Secondo i sondaggi, la situazione si sta trasformando in un testa a testa all’ultimo voto tra Lula e Bolsonaro. Il piano, che include anche l’azzeramento temporaneo delle imposte federali sulla benzina e nuovi sussidi ai combustibili, ha un costo stimato di 5,2 miliardi di reais per 30 giorni. Considerando gli interventi precedenti, le agevolazioni e i sussidi ai carburavi arrivano a circa 42,7 miliardi.

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