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domenica 18 Ottobre 2026

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Esteri

AmCham Italy promuove progetti concreti per rafforzare l’asse transatlantico

AmCham Italy a Washington presenta progetti per rafforzare il rapporto transatlantico con l’Italia e gli Stati Uniti.

Il 17 ottobre 2026, a Washington, si è svolto l’Executive Breakfast Meeting di AmCham Italy, evento organizzato per rafforzare il rapporto transatlantico tra Italia e Stati Uniti. L’incontro, tenutosi all’Hamilton Hotel, ha visto la partecipazione di istituzioni, parlamentari e imprese da entrambi i Paesi, con l’obiettivo di promuovere progetti concreti per il futuro dell’asse transatlantico. L’evento è stato parte della missione di AmCham Italy a Washington, in occasione del 51° Gala della National Italian American Foundation, che quest’anno ha celebrato la Lombardia come Regione d’Onore.

Progetti concreti per il futuro transatlantico

Simone Crolla, Consigliere Delegato di AmCham Italy, ha sottolineato l’importanza di un approccio reciproco, misurabile e concreto nel rapporto tra Italia e Stati Uniti. Ha menzionato diversi esempi di collaborazione, tra cui il memorandum Tajani-Rubio sui minerali critici, l’adesione dell’Italia a Pax Silica, il dialogo sul nucleare e il Trusted Tech Accelerator Italia-USA, presentato il 16 ottobre all’Ambasciata d’Italia. Crolla ha anche ricordato che negli Stati Uniti operano 5.954 imprese italiane, che impiegano oltre 300 mila persone, mentre in Italia 3.350 imprese americane generano 334 mila posti di lavoro.

Le cinque aree di interazione

Crolla ha indicato cinque terreni di interazione chiave per il rafforzamento del rapporto transatlantico: l’energia, con il GNL americano che rappresenta il 62% delle importazioni italiane di gas liquefatto nel primo semestre del 2026 e il ritorno al nucleare; la tecnologia e le filiere fidate; la difesa, con il primo contratto di Fincantieri con la US Navy nel programma LSM; gli investimenti in America, da Pirelli in Georgia ai 27 miliardi di euro di impegni di SACE; e le regole del commercio, dove la priorità è la prevedibilità, con il dazio base sui prodotti europei al 10% dal 24 luglio.

Secondo SACE, l’export italiano verso gli Stati Uniti vale circa 70 miliardi di euro nel 2025 e ha registrato un aumento del 3,7% nei primi otto mesi del 2026. L’importazione dagli Stati Uniti è cresciuta del 21,7% nel primo semestre, con un calo dell’avanzo italiano da 20,3 a 17,7 miliardi di euro. Crolla ha sottolineato l’importanza di “riequilibriare comprando più americano, non vendendo meno italiano”, evidenziando il ruolo delle imprese come ponte tra i due Paesi.

Un futuro condiviso e un’agenda comune

Il dibattito ha visto la partecipazione di importanti figure, tra cui l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè. Peronaci ha sottolineato che il rapporto con gli Stati Uniti è un interesse nazionale, non di parte, e ha lodato l’impegno di AmCham Italy nel promuovere progetti concreti. L’evento è stato realizzato con il sostegno di Bracco e ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore Philip T. Reeker, Senior Advisor di DGA-Albright Stonebridge Group. In chiusura, Crolla ha richiamato la candidatura di Milano a sede di un nuovo pilastro delle Nazioni Unite per la governance dell’intelligenza artificiale, promossa con Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza. Ha sottolineato l’importanza di costruire insieme una filiera fidata di chip e minerali, e ha concluso con una citazione di Cicerone: “Amicus certus in re incerta cernitur: l’amico sicuro si riconosce nell’incertezza.”

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