Un raid notturno ha colpito la parrocchia del cuore Immacolato di Maria a Altobello, a Mestre, dove cinque calici liturgici e altri oggetti sacri sono stati sottratti da ignoti. Il gesto, avvenuto tra la mezzanotte e le cinque di venerdì, ha lasciato sconcertato padre Roberto Marongiu, sacerdote che ha espresso rammarico per l’accaduto. I ladri, entrati attraverso una terrazza e la lavanderia, hanno rubato i calici senza toccare altro, portandosi via anche le chiavi dei tabernacoli. Il valore dei beni sottratti si aggira intorno ai mille euro, ma per il religioso il reale danno è affettivo.
Un gesto che colpisce la sacralità
«Non andrebbe fatto a prescindere, ma in un luogo sacro dove chiunque può entrare, è un vero sfregio», ha commentato padre Marongiu. Il furto ha colpito non solo la proprietà, ma anche la sacralità del luogo. I calici rubati, placcati oro e non di metallo massiccio, erano di grande valore per lui: uno era un regalo di sua madre, scomparsa tre anni fa, e lo aveva appena fatto ridorare. «Per me è inestimabile come ricordo», ha spiegato il sacerdote, che ha espresso rammarico per l’azione vile.
Un contesto di tensioni e precedenti
Non è la prima volta che la parrocchia di Altobello si trova in situazioni delicate: in quattro anni di permanenza, padre Marongiu ha registrato un precedente furto, fortunatamente sventato. Le tensioni, però, non riguardano solo la sicurezza. Le difficoltà maggiori sono a livello di convivenza e integrazione con i bengalesi. Il religioso ha descritto un clima di scarsa collaborazione e mancanza di rispetto delle regole. «Con le loro donne se si prova a chiedere qualcosa, non rispondono e in generale fanno fatica a rispettare le regole», ha aggiunto.
Nonostante le problematiche, il sacerdote non rileva particolari criticità a livello di sicurezza. «Non riesco a spiegarmi chi possa aver fatto un’azione così vile in una zona dove i problemi non mancano, ma la sicurezza non è percepita con gravità data la presenza di passaggi di forza dell’ordine», ha commentato. La polizia, però, spera di risalire a delle immagini dal vicino parco, dove potrebbe essersi sviluppato l’episodio. «Intanto lunedì sporgerò denuncia per ostacolare la ricettazione del bottino», ha concluso padre Marongiu. Fortunatamente, la messa potrà continuare a essere celebrata grazie a un paio di calici rimasti di scorta. «Chiunque volesse aiutarci con una donazione per riacquistare quelli sottratti è bene accetto, le nostre porte resteranno aperte per chi ha a cuore le buone azioni», ha chiuso il sacerdote, che ha espresso speranza nel dialogo e nel sostegno della comunità. Il furto rimane un segno di una violenza che colpisce non solo la proprietà, ma anche la sacralità del luogo.
TITOLO: Raid notturno in chiesa: rubati calici liturgici e oggetti sacri a Altobello
META: Furto di calici e oggetti sacri in chiesa di Altobello, sacerdote sconcertato per gesto vile.
TAG: furto chiesa, calici liturgici, Altobello, sacro, donazioni
ALT: Sacerdote mostra sconforto dopo furto di oggetti sacri in chiesa di Altobello.
Un raid notturno ha colpito la parrocchia del cuore Immacolato di Maria a Altobello, a Mestre, dove cinque calici liturgici e altri oggetti sacri sono stati sottratti da ignoti. Il gesto, avvenuto tra la mezzanotte e le cinque di venerdì, ha lasciato sconcertato padre Roberto Marongiu, sacerdote che ha espresso rammarico per l’accaduto. I ladri, entrati attraverso una terrazza e la lavanderia, hanno rubato i calici senza toccare altro, portandosi via anche le chiavi dei tabernacoli. Il valore dei beni sottratti si aggira intorno ai mille euro, ma per il religioso il reale danno è affettivo.
Un gesto che colpisce la sacralità
«Non andrebbe fatto a prescindere, ma in un luogo sacro dove chiunque può entrare, è un vero sfregio», ha commentato padre Marongiu. Il furto ha colpito non solo la proprietà, ma anche la sacralità del luogo. I calici rubati, placcati oro e non di metallo massiccio, erano di grande valore per lui: uno era un regalo di sua madre, scomparsa tre anni fa, e lo aveva appena fatto ridorare. «Per me è inestimabile come ricordo», ha spiegato il sacerdote, che ha espresso rammarico per l’azione vile.
Un contesto di tensioni e precedenti
Non è la prima volta che la



