Casa Balla, a Roma, si riarreda dopo anni di chiusura, tornando a ospitare gli arredi futuristi che avevano reso il luogo un’opera d’arte totale. L’abitazione, in via Oslavia, è tornata a vivere con mobili e oggetti che erano rimasti in possesso degli eredi, tra cui quelli dello studiolo rosso e della stanza gialla e verde. L’evento segna un passo importante verso la riapertura al pubblico, che si avvicina dopo un periodo di chiusura. L’intero processo di catalogazione e sistemazione degli oggetti è in corso, con l’obiettivo di preservare e valorizzare la ricca storia dell’artista Giacomo Balla.
Lo studiolo rosso e la stanza gialla e verde: un ritorno al passato
Lo studiolo rosso, un piccolo locale con la finestra sulle scale interne, è stato riconsegnato alla casa dopo anni di custodia da parte degli eredi. Il locale, pieno di oggetti, quadri, panchette e libri, rappresenta un nucleo di arredi che documenta la vita e la ricerca artistica di Balla. Il muro del locale conserva un vecchio numero di telefono dei pompieri, scolpito da Elica Balla, figlia dell’artista, come ricordo di un’epoca in cui la casa era a pochi metri da una caserma. La stanza gialla e verde, invece, ha visto tornare 11 elementi che erano stati utilizzati nella precedente abitazione ai Parioli e successivamente nella casa del quartiere Della Vittoria.
La casa futurista è tornata a respirare con i suoi arredi originali. Gli arredi dello studiolo rosso provengono dai tre fratelli Balla, eredi in quanto discendono dallo zio dell’artista, mentre quelli della stanza gialla e verde arrivano dal lato di Elica Balla, tramite il nipote dell’avvocato Roberto Donati. Tra i reperti, ci sono anche i vestiti futuristi “antineutrali” disegnati da Balla, volutamente contrapposti alla sobrietà della moda tradizionale.
Un patrimonio di oggetti e materiali archivistici
La casa di Balla custodisce un’enorme quantità di materiali, tra cui disegni, corrispondenza, fotografie, libri e suppellettili. Gli arredi originali, insieme a quanto resta dell’arredamento, serviranno a contenere e proteggere questa ricca collezione. Tra i reperti, ci sono anche i vestiti futuristi “antineutrali” disegnati da Balla, volutamente contrapposti alla sobrietà della moda tradizionale. I mobili della stanza gialla e verde, compreso il letto e la credenza, sono destinati a una stanza in cui è stata costruita una piattaforma soppalcata, anch’essa dipinta, da Elica negli anni ’60.
La riapertura al pubblico è in vista, con un’attenzione particolare alla conservazione. La maggior parte degli oggetti era stata conservata in una stanza adiacente alla cucina, chiusa e blindata durante gli anni in cui la casa era aperta al pubblico. Ora, in vista della riapertura, sono in corso i lavori di catalogazione e sistemazione, con l’obiettivo di rendere accessibili e visibili i reperti senza che possano mai più uscire dall’abitazione. La casa Balla, un’opera d’arte totale come voleva l’artista, è tornata a respirare con i suoi arredi originali. Il ritorno di questi elementi non solo riconcilia il passato con il presente, ma anche con la visione futurista dell’arte come parte integrante dello spazio domestico.
- Lo studiolo rosso e la stanza gialla e verde tornano a casa Balla.
- Gli arredi sono stati restituiti dagli eredi.
- La casa è in via di riapertura al pubblico.



