La Speranza, l’associazione parrocchiale che compie 25 anni, ha organizzato un evento unico a Roma, in cui il dolore e la speranza dei migranti si sono trasformati in musica e solidarietà. L’evento, che si è svolto in concomitanza con i 800 anni dalla morte di San Francesco, ha visto l’Orchestra del Mare suonare con strumenti ricavati da barche naufragate, mentre l’associazione ha offerto servizi di sostegno a chi vive situazioni di marginalità. La giornalista Rai Angela Caponnetto ha introdotto l’iniziativa, sottolineando l’importanza di ascoltare le storie di chi attraversa il Mediterraneo in cerca di un futuro.
Da naufragi a strumenti musicali
Cento imbarcazioni, recuperate da Lampedusa, sono state portate al carcere di Opera a Milano, dove maestri liutai hanno trasformato il legname in strumenti musicali. L’idea è nata da una passeggiata sulla spiaggia del maestro Arnoldo Mosca Mondadori, che ha visto i relitti delle barche dei migranti. Il progetto, che ha visto la collaborazione tra la parrocchia dei Santi Patroni Francesco e Caterina e l’associazione “La Speranza”, ha dato vita a un’azione di arte e solidarietà. L’Orchestra del Mare, con i suoi strumenti unici, ha suonato in piazza, trasformando il ricordo di tragedie in un inno alla vita.
La musica nata dalle ferite del mondo ha risuonato in piazza, trasformando il ricordo di una tragedia in un inno alla vita. L’esibizione ha entusiasmato il pubblico, tanto da strappare la richiesta di un bis. Il quartetto Gershwin di Bari ha aperto il concerto, ma il cuore dell’incontro è stato il racconto dell’Orchestra del Mare, introdotto da Angela Caponnetto. Il suo intervento ha messo in luce un pezzo di legno proveniente dalle barche del naufragio di Cutro, simbolo tangibile di quel «cammino della vita che ci rende fratelli».
Un’azione concreta di carità
La Speranza non si limita a offrire assistenza, ma si impegna concretamente a supportare chi è stato «un po’ bastonato dalla vita». Tre volte a settimana l’associazione offre la colazione, due volte a settimana apre i servizi di abbigliamento e docce. L’azione è costante e al fianco di chi vive situazioni di marginalità. Inoltre, l’associazione collabora con “L’Osservatore di Strada”, il mensile dell’Osservatore Romano scritto da senza fissa dimora e volontari, distribuito durante il pomeriggio in piazza.
La carità non si limita alla retorica, ma si sporca le mani: tre volte a settimana offre la colazione, due volte a settimana apre i servizi di abbigliamento e docce. Questo legame con la Chiesa e la comunità ha reso l’evento un momento di condivisione e testimonianza. La giornata, iniziata con il racconto di legni che hanno solcato il Mediterraneo carichi di speranze e dolore, si è conclusa con la Santa Messa. Un finale spirituale per un pomeriggio che ha dimostrato come, a venticinque anni dalla nascita dell’associazione e a otto secoli dalla morte del Santo di Assisi, la vera carità sia quella che sa ascoltare, farsi prossima e, soprattutto, trasformare le ferite del mondo in strumenti di fratellanza.



