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lunedì 19 Ottobre 2026

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Economia

Confindustria: la transizione ambientale richiede azioni concrete e regole applicabili

Confindustria sottolinea l’importanza di trasformare le regole ambientali in azioni concrete per le imprese.

L’industria italiana si trova di fronte a una sfida cruciale: trasformare le regole ambientali in azioni concreti, in modo da rafforzare la resilienza del sistema produttivo e coinvolgere un numero sempre maggiore di imprese, anche quelle più piccole. Lara Ponti, Vice Presidente di Confindustria per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG, ha sottolineato come la sostenibilità non debba più essere solo un obiettivo, ma un percorso di innovazione e investimento che si traduce in processi, scelte e investimenti reali. La transizione ambientale, in un contesto di crescente complessità normativa, richiede una gestione attenta e una collaborazione tra settori, istituzioni e imprese.

Normative e sfide per le imprese

La transizione ambientale si sta sviluppando in una fase decisiva, con un impatto diretto su molte attività industriali. Le normative, come il Circular Economy Act, il regolamento sugli imballaggi (PPWR), la revisione della direttiva sulle emissioni industriali (IED 2.0) e il regolamento sulla deforestazione, stanno introducendo nuovi obblighi e requisiti per le aziende. Tuttavia, il rischio di sovrapposizioni, duplicazioni e applicazioni non uniformi rappresenta una delle criticità più sentite. Le imprese richiedono certezza, proporzionalità e prevedibilità delle regole.

La disponibilità e l’uso efficiente delle risorse, sia prime che seconde, sono diventati temi centrali per la competitività e la continuità delle attività industriali. La riduzione della dipendenza dalle risorse vergini e la valorizzazione di quelle già disponibili rappresentano un passo fondamentale per la sostenibilità. Confindustria ha messo in atto un lavoro trasversale per contribuire a regole coerenti, applicabili e proporzionate, in grado di accompagnare gli investimenti e la trasformazione delle imprese senza introdurre nuovi oneri o complessità non necessarie.

Strumenti per la sostenibilità

Per supportare le imprese nel loro percorso verso la sostenibilità, Confindustria ha adottato strumenti come Open-es e Fondazione Systema. L’ingresso strategico di Confindustria nell’Alleanza Open-es e la partecipazione come partner fondatore di Fondazione Systema segnano un passo importante verso la creazione di un quadro di regole più chiaro, coerente e applicabile. Open-es, che ha coinvolto oltre 48mila imprese, rappresenta un’opportunità per favorire il confronto e la collaborazione lungo le filiere.

Fondazione Systema, invece, si propone come spazio comune per individuare priorità e modelli condivisi, ridurre complessità e duplicazioni e tradurre la collaborazione in azioni concrete. L’obiettivo è coinvolgere un numero sempre maggiore di imprese, anche quelle più piccole, accompagnandole verso investimenti, innovazione e crescita sostenibile. La sostenibilità, in questo contesto, non deve essere vista come un ulteriore onere, ma come una leva di innovazione e crescita.

La transizione ambientale richiede una gestione attenta e una collaborazione tra settori, istituzioni e imprese. La semplificazione delle normative, come quella introdotta dall’Omnibus, deve puntare a una riduzione reale degli adempimenti, senza indebolire gli obiettivi della transizione né la qualità delle informazioni. La direzione indicata da Confindustria è quella di una maggiore gradualità e proporzionalità, con particolare attenzione alle imprese con minori risorse organizzative. La resilienza del sistema industriale si costruisce attraverso prevenzione, programmazione e investimenti. Per l’industria è fondamentale poter contare su un mix energetico diversificato, sicuro e meno dipendente dalle importazioni, aumentando la disponibilità delle fonti rinnovabili e sviluppando anche il nucleare. Investire nella transizione significa rafforzare al tempo stesso la sicurezza energetica e la capacità produttiva del Paese.

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