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lunedì 19 Ottobre 2026

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Economia

Fisco in aumento: Milano, Roma e Monza pagano di più in Italia

Il peso fiscale cresce in Italia, con Milano, Roma e Monza che registrano i livelli più elevati di tasse. Dati CGIA del 2026.

Il peso fiscale in Italia si è incrementato nel 2026, con Milano, Roma e Monza che registrano i livelli più elevati di tasse tra le province. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, la pressione fiscale si attesta al 43 per cento, in aumento rispetto al 42,9 del 2025. Il trend è in crescita dal 2024 e il dato del 2026 rappresenta il livello più alto degli ultimi dieci anni. La progressività del sistema fiscale spiega il motivo per cui le aree con redditi più elevati, come quelle menzionate, pagano di più.

Reddito e tasse: la relazione chiave

La Città Metropolitana di Milano si conferma al primo posto con un importo medio di Irpef pari a 34.803 euro, seguita da Bologna e Monza-Brianza. La progressività del sistema fiscale implica che chi guadagna di più paga una aliquota maggiore. Questo fenomeno si riflette anche nella classifica dei contribuenti Irpef, dove Milano, Roma e Monza si trovano tra le prime posizioni. La media nazionale si attesta a 5.788 euro, con un chiaro divario tra le regioni del Nord e quelle del Sud.

Le aree con il prelievo più pesante

La Città Metropolitana di Roma, con 3 milioni di contribuenti, si piazza al secondo posto, seguita da Milano con 2,5 milioni. Le province con il carico fiscale più elevato sono quelle dove il reddito medio è maggiore. A Crotone, Vibo Valentia, Sud Sardegna e Ragusa, invece, la media si attesta intorno ai 3.689 euro, con un livello di reddito inferiore. Questo conferma che le aree con il prelievo fiscale più pesante sono quelle in cui si guadagna di più. Il peso del fisco è in aumento non solo per le famiglie, ma anche per le imprese. Tra il 2022 e il 2026, il gettito fiscale è cresciuto grazie all’espansione dell’occupazione e ai rinnovi contrattuali che hanno portato a un aumento delle retribuzioni. Inoltre, le scelte normative come la sospensione della deducibilità di alcune voci di costo e l’abrogazione dell’ACE hanno contribuito al rialzo delle entrate fiscali.

Le misure di riduzione per famiglie e imprese

Le ultime quattro Leggi di Bilancio varate dal Governo Meloni hanno alleggerito il peso fiscale su buona parte delle famiglie, degli autonomi e delle microimprese. L’innalzamento della soglia della flat tax per i lavoratori autonomi e il taglio del cuneo fiscale hanno ridotto il carico di tasse per circa 33 miliardi di euro. Tuttavia, il taglio complessivo di quasi 45,7 miliardi di euro non è stato interamente riflessa nel bilancio dello Stato, in quanto parte del gettito è stata contabilizzata come maggiore spesa pubblica.

Il bonus introdotto per i lavoratori con reddito sino a 20mila euro, pur essendo un sostegno per le famiglie, ha avuto un effetto opposto sul bilancio dello Stato. Il bonus, che vale circa 0,2 punti percentuali del Pil, è stato contabilizzato come maggiore spesa e quindi ha contribuito all’aumento della pressione fiscale. Nonostante ciò, le famiglie e le microimprese hanno beneficiato di un riduzione significativa delle tasse, con un impatto positivo sul loro reddito netto.

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