Putin ha mantenuto contatti con il Vaticano, la Cina e gli Stati Uniti, mentre l’Europa si sente isolata e priva di peso geopolitico. La situazione, come sottolineato da fonti internazionali, mostra una netta differenza tra il ruolo dell’Occidente e il peso politico e militare dell’Europa. Mentre i grandi alleati di Mosca continuano a dialogare con il Cremlino, l’Unione europea appare in una posizione di isolamento, nonostante le sue dichiarazioni di solidarietà. La mancanza di una rete satellitare efficace e la limitata capacità di intervento militare rendono l’Europa meno presente nella guerra, a differenza degli Stati Uniti e della Cina, che mantengono un dialogo diretto con la Russia.
Un dialogo politico che l’Europa non ha colto
Il presidente USA, Donald Trump, ha sospeso le sanzioni previste dal Graham Act, un atto legislativo che avrebbe impattato sulle importazioni di gas, petrolio e carbone russi. Questa mossa è stata vista come un segnale politico importante, accolto positivamente da Mosca. «Un momento importante e davvero storico», ha commentato il Cremlino, che ha accolto con favore la decisione di Trump. L’America, attraverso il Pentagono e la Casa Bianca, continua a sostenere l’Ucraina con tecnologie come Starlink e Starshit, che permettono ai droni ucraini di operare efficacemente. Questo aspetto, a differenza dell’Europa, conferisce un peso militare significativo al continente americano.
La politica non si basa su valori morali ma su interessi concreti. L’Europa, pur dichiarando di sostenere l’Ucraina, appare in una posizione di isolamento. Mentre gli Stati Uniti e la Cina mantengono un dialogo diretto con la Russia, l’Unione europea non ha una strategia coerente. La sua posizione, pur basata su valori morali, non ha un impatto tangibile sul conflitto.
Il Vaticano e la Russia: un dialogo che non si interrompe
Il Vaticano, attraverso il Papa e i suoi rappresentanti, ha mantenuto un dialogo aperto con la Russia. Dopo la prima telefonata tra il Papa e Putin nel giugno 2025, in cui il Papa chiese a Mosca «un gesto» per la pace, il contatto si è riallacciato con due missioni vaticane in Russia. L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha visitato la Russia a fine agosto, dopo una tappa in Ucraina. Il dialogo, puramente umanitario, ha incluso discussioni su prigionieri, civili e ricongiungimenti familiari.
Il Vaticano, pur non essendo un alleato militare, ha dimostrato una volontà di mediazione. Il Vaticano, nonostante le critiche, ha mantenuto un canale di comunicazione con Mosca, che si ritiene non sia mai stato interrotto. Questo approccio, a differenza dell’Europa, ha permesso al Vaticano di mantenere un ruolo significativo nella crisi. L’Europa, pur avendo una posizione ideale, non ha una strategia reale. Mentre i Paesi come la Turchia, l’India e la Cina mantengono un dialogo con la Russia, l’Europa si sente isolata. Questo isolamento, pur non essendo una scelta politica, ha un impatto significativo sulla sua capacità di influenzare la guerra.



