La Tazzina della Legalità ha espresso solidarietà alla protesta pacifica degli autotrasportatori e degli agricoltori, sottolineando l’importanza di risposte concrete alle loro difficoltà. L’organizzazione ha criticato l’attenzione limitata dei media nazionali verso le rivendicazioni di lavoratori del Sud, sottolineando che le loro ragioni meritano attenzione. La mobilitazione, che si svolge in un contesto di grave crisi economica, ha visto la partecipazione di categorie che ogni giorno contribuiscono all’economia reale del Paese.
Legalità e dignità al centro del dibattito
La Tazzina della Legalità ha ribadito che la legalità non può essere un lusso per chi sta bene, ma una promessa concreta per chi lotta ogni giorno per sopravvivere. L’organizzazione ha sottolineato che la legalità si difende anche quando si impedisce che il bisogno e la disperazione diventino terreno fertile per l’illegalità. «La legalità non si difende soltanto nei tribunali o durante le cerimonie ufficiali», ha affermato la nota, «ma anche quando si protegge la dignità di chi lavora e si evita che il disagio economico si trasformi in una crisi irreversibile per tante attività produttive».
Un appello per un Paese che ascolti i propri lavoratori
La Tazzina della Legalità ha chiesto alle istituzioni di affrontare la vertenza senza strumentalizzazioni e senza appartenenze, ma con la convinzione che il lavoro e la dignità delle persone vengano prima degli interessi elettorali. «Non è il momento di cavalcare il disagio per ottenere consenso, ma di ascoltare, comprendere e individuare soluzioni concrete», ha sottolineato la nota. L’organizzazione ha ribadito che la protesta pacifica è un diritto, mentre la violenza e la devastazione non possono diventare strumenti di rivendicazione. «Non possiamo accettare che la Calabria e il Mezzogiorno continuino a sentirsi periferie di un Paese che troppo spesso concentra altrove la propria attenzione», ha aggiunto la nota. «Lasciare in ombra le difficoltà di chi, ogni giorno, contribuisce a tenere in piedi l’economia reale non è più tollerabile». La Tazzina della Legalità ha espresso il dovere morale e civile di affiancare queste categorie, ascoltare le loro ragioni e sostenere la loro richiesta di attenzione.
«La legalità si misura anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno», ha concluso la nota. «Un Paese che lascia soli i propri lavoratori indebolisce sé stesso. E un Sud costretto a restare in silenzio non è un Sud che ha smesso di avere voce: è un Sud che aspetta ancora di essere ascoltato». La Tazzina della Legalità continuerà a stare dalla parte di chi lavora, di chi resiste e di chi chiede soltanto di poter vivere con dignità.



