Le tensioni tra Etiopia ed Eritrea si fanno sempre più acute, con il rischio di un conflitto armato che potrebbe coinvolgere l’intero Corno d’Africa. A inizio ottobre, i due Paesi hanno interrotto le relazioni diplomatiche, alimentando preoccupazioni per una guerra che potrebbe ripetere i drammi del passato. Washington, pur avendo revocato le sanzioni all’Eritrea, cerca ancora una via di mediazione, mentre l’Italia si propone come intermediario in una regione in cui si ridisegnano le alleanze.
Conflitti interni e tensioni internazionali
La situazione si complica ulteriormente con gli scontri che si intensificano in Etiopia, soprattutto nelle regioni del Tigray e dell’Amhara. Il governo di Addis Abeba ha annunciato che la regione del Tigray passerà sotto l’autorità di un’amministrazione provvisoria per sei mesi, dopo che le forze militari etiopi hanno ripreso il controllo di Zalambessa, una città vicino al confine eritreo. Questo aumento di tensioni interne ha reso più complessa la mediazione esterna. Le accuse reciproche tra Etiopia ed Eritrea non si fermano. Addis Abeba accusa Asmara di supportare i ribelli tigrini, mentre Asmara sostiene che l’Etiopia voglia ottenere un accesso al Mar Rosso a scapito dell’Eritrea. La scorsa settimana, il governo etiope ha riferito di aver colpito con droni alcuni soldati eritrei entrati nel suo territorio, una mossa che l’Eritrea ha negato e tacciato di preparare un’invasione.
Alleanze regionali e mediazione americana
Nel frattempo, le alleanze regionali si ridisegnano. Egitto e Sudan, che hanno conflitti con l’Etiopia per le sue ambizioni sul Nilo, si sono schierati al fianco dell’Eritrea. La Somalia ha preso una posizione simile, mentre l’Arabia Saudita mostra simpatia per Asmara. L’Etiopia, invece, si appoggia agli Emirati Arabi Uniti e ad Israele. Questo scenario di divisioni regionali complica ulteriormente la ricerca di un accordo.
Washington, pur avendo revocato le sanzioni all’Eritrea, non ha abbandonato la mediazione. Il segretario di Stato Marco Rubio ha avuto un colloquio con il premier Abiy Ahmed, auspicando un rilancio del dialogo tra i due Paesi. «Tutti i Paesi del Corno d’Africa devono rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dei Paesi vicini ed evitare incursioni transfrontaliere», ha chiarito Rubio. L’amministrazione Trump non ha alcun interesse a un’ulteriore instabilità in una regione già segnata da conflitti. La crisi potrebbe intersecarsi con la tensione tra Arabia Saudita e Huthi, sostenuti dalle Guardie della rivoluzione islamica, sulla costa orientale del Mar Rosso. La complessità del contesto internazionale rende la mediazione estremamente delicata.
- Le tensioni tra Etiopia ed Eritrea si fanno sempre più acute.
- Washington cerca ancora una via di mediazione.
- Le alleanze regionali si ridisegnano.
- La crisi potrebbe intersecarsi con altre tensioni internazionali.



