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martedì 20 Ottobre 2026

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Due film alla Festa di Roma esplorano la famiglia e i diritti in gioco

Due film in programma alla Festa del cinema di Roma affrontano le complessità della famiglia e dei diritti.

La Festa del cinema di Roma, nel settimo giorno del programma, ha visto due film che si concentrano sulla famiglia e sui diritti: “Fjord” di Cristian Mungiu e “Noi, un po’ meglio” di Daniele Luchetti. Entrambi esplorano le tensioni tra individuo e sistema, tra tradizione e modernità, e tra fede e libertà. “Fjord”, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, racconta la storia di una coppia norvegese accusata di maltrattamenti e discriminata per la sua fede religiosa. “Noi, un po’ meglio”, invece, segue un’altra coppia italiana che affronta il percorso di adozione, tra burocrazia e emozioni.

una famiglia in gioco con le istituzioni

“Fjord” si svolge in Norvegia, dove una coppia di coniugi, Mihai e Lisbet, si trova in una situazione di tensione dopo essere stati trasferiti dalla Romania in una località costiera. La loro vita tranquilla viene interrotta quando le insegnanti segnalano un paio di lividi sulla figlia maggiore, portando i servizi sociali a intervenire. La coppia viene accusata di maltrattamenti e i figli vengono allontanati. Il film segue il loro tentativo di dimostrare la verità, ma si scontrano con un sistema che li vede come “tradizionalisti” e “bacchettoni”, percepiti come minacce alla società moderna.

La loro fede religiosa è vista come pericolosa, ma la verità non è così semplice. Mihai e Lisbet, esposti al pubblico ludibrio, devono affrontare un processo burocratico e processuale per dimostrare la loro innocenza. Il film si interroga sulle libertà di culto e sul diritto alla genitorialità, esplorando come le pressioni verso il conformismo educativo possano minare la fiducia tra genitori e istituzioni.

un viaggio tra tragico e ironico

“Noi, un po’ meglio” si concentra su una coppia italiana, Simone e Lucia, che decide di tentare l’adozione dopo aver avuto difficoltà a concepire figli. Il film segue il loro percorso attraverso colloqui, test psicologici e moduli da compilare, mettendoli a dura prova. Luchetti, con la sua abilità di raccontare la famiglia e i suoi affanni, crea un’opera che mescola tragico e ironico, esplorando le ricadute emotive del processo. La loro ricerca di felicità si scontra con le complessità della burocrazia. La coppia, attraverso il loro viaggio, cerca non solo di diventare genitori, ma anche di trovare la comprensione reciproca. Il film, con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, si distingue per un’interpretazione convincente e per una scrittura che mescola commedia e dramma. Luchetti, come sempre, riesce a cogliere la realtà con una malinconia brillante, creando un’opera che è tanto complessa quanto affascinante.

Entrambi i film, in modo diverso, si concentrano sulla famiglia e sui diritti, invitando lo spettatore a riflettere su come si costruisce e si distrugge la fiducia, e su come si affrontano le sfide della vita quotidiana. La Festa del cinema di Roma, con questi due titoli, offre un’occasione per esplorare temi universali attraverso la lente del cinema. La polarizzazione tra bene e male non è mai la risposta.

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