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martedì 20 Ottobre 2026

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Fenice, dinamiche politiche: Erri e la gestione amministrativa in bilico

Fenice, dinamiche politiche: Erri e la gestione amministrativa in bilico

La Fenice, teatro lirico di Venezia, si trova al centro di una serie di dinamiche politiche che coinvolgono la gestione amministrativa e l’assetto organizzativo della Fondazione. Il direttore generale Andrea Erri, attualmente in carica fino al 31 dicembre, si trova a fronteggiare una situazione in evoluzione, con la possibilità di una sostituzione da parte di un manager romano. La questione, tuttavia, non è solo tecnica, ma si pone in un contesto di relazioni complesse tra Roma e Venezia, con il coinvolgimento di figure chiave come il sindaco Simone Venturini e il presidente del Consiglio di indirizzo Raffaele Speranzon.

La gestione amministrativa in bilico

La decisione sulla nomina del direttore generale non è solo un’operazione tecnica, ma un tema politico che coinvolge diversi attori. Il ministro, pur essendo il soggetto finale, al momento non ha ancora mosso i primi passi, mentre i politici, in particolare i rappresentanti di Fratelli d’Italia, si stanno muovendo per trovare una figura amministrativa in grado di gestire la complessità della Fondazione. Il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, sembra favorire una sostituzione di Erri con un manager romano, ma la strada non è semplice.

Erri ha espresso un certo disappunto per l’idea di una nomina in Emilia, preferendo rimanere a Venezia.

Andrea Erri, trevigiano e attuale direttore generale, ha dimostrato una capacità di gestione notevole, soprattutto nel periodo di transizione tra l’ex sovrintendente Fortunato Ortombina e l’attuale Nicola Colabianchi. Ha anche assunto temporaneamente l’incarico di sovrintendente in un momento di forte tensione sindacale, gestendo il rinnovo dell’integrativo. La sua figura è vista come un punto di riferimento per la stabilità finanziaria e l’organizzazione del teatro. Tuttavia, la sua riconferma non appare scontata, soprattutto in un contesto in cui la politica ha un ruolo preponderante.

Un’altra partita in movimento

La situazione si complica ulteriormente con l’ipotesi di una redistribuzione dei ruoli tra Erri e altri dirigenti. A Bologna, infatti, si parla di un possibile incarico per Pierangelo Conte, attuale direttore musicale della Fenice, che potrebbe assumere la carica di sovrintendente del Teatro Comunale. Questo scenario potrebbe portare a una collaborazione tra Erri e Conte, con il primo a Venezia e il secondo a Bologna.

Il sindaco Simone Venturini ha espresso favore per una prosecuzione del mandato di Erri.

La partita, tuttavia, non è ancora chiusa. Mentre i vertici del teatro sono a Shanghai per la messa in scena della “Tosca” di Puccini, i sindaci e i politici si preparano a affrontare una serie di questioni non artistiche, che potrebbero influenzare la gestione futura della Fondazione. La Fenice, quindi, si trova al centro di una serie di scelte che coinvolgono non solo la sua attività culturale, ma anche le relazioni tra le istituzioni locali e nazionali.

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