La situazione economica italiana si presenta in un contesto di inflazione in aumento, ma con un sostanziale mantenimento dei consumi e della crescita del Pil. Secondo l’ultimo rapporto della Confcommercio, l’inflazione a settembre 2026 è salita al 4,2%, con un trend che punta verso il 5% nel mese di ottobre. Nonostante questa pressione sui prezzi, i consumi si mantengono in territorio positivo, con un aumento del 1,1% rispetto al medesimo mese del 2025. Il Pil, invece, registra una crescita del 0,2% su base congiunturale e del 1,0% su base tendenziale.
Pressioni sull’inflazione e dinamiche dei consumi
Le pressioni sull’inflazione continuano a essere guidate principalmente da settori energetici e trasporti, con un incremento significativo dei prezzi del petrolio e del gas, in seguito al conflitto in Medio Oriente. A settembre, la componente energetica ha contribuito in modo rilevante al rialzo dei prezzi al consumo, con un aumento del 11,1% rispetto al mese precedente. Inoltre, le tensioni sui prezzi degli alimentari non trasformati, causate da condizioni climatiche avverse, hanno ulteriormente alimentato la crescita dell’inflazione.
La domanda delle famiglie si mantiene in crescita, sebbene a un ritmo moderato.
Nonostante l’accelerazione dell’inflazione, i consumi delle famiglie si mantengono in territorio positivo, con un aumento del 1,1% rispetto a settembre 2025. La domanda si concentra soprattutto sui servizi, come alberghi, trasporti aerei e attività ricreative, che segnalano dinamiche positive. Tra i beni, si osserva un recupero della domanda per autovetture e elettrodomestici, con un incremento del 10,4% e del 8,3% rispettivamente. Tuttavia, alcuni settori, come l’abbigliamento e l’alimentazione domestica, segnalano una crescita limitata e marginale.
Un’accelerazione dell’inflazione, ma un’incertezza sul futuro
La crescita dell’inflazione, pur non rappresentando un’accelerazione esponenziale, segnala un aumento dei prezzi al consumo, con un tasso che si avvicina al 5%. L’indicatore dei prezzi al consumo, su base annua, si attesta al 4,7% a ottobre 2026, con un trend che indica un ulteriore aumento nei prossimi mesi. Tuttavia, l’inflazione di fondo, che include i beni e i servizi non energetici, rimane al di sotto del 2%, con un’incertezza sulle conseguenze a lungo termine.
La crescita del Pil si ferma, ma non si arresta.
Il Pil italiano, pur registrando un rallentamento, si mantiene in crescita, con un aumento del 0,2% su base congiunturale e del 1,0% su base tendenziale. La produzione industriale, sebbene non abbia trovato un recupero deciso, si mantiene stabile, mentre l’occupazione si ferma sui massimi di sempre. La fiducia delle famiglie e delle imprese, pur oscillando, rimane in un’area positiva. La domanda delle famiglie, sostenuta anche dal turismo in crescita, si mantiene in un’area di moderata crescita.
Un’incertezza sul futuro, ma un’ottimistica prospettiva
Nonostante le pressioni sull’inflazione e i rischi di effetti secondari, la situazione economica italiana si presenta in un contesto di sostanziale tenuta. La crescita del Pil e dei consumi, sebbene a un ritmo moderato, indica una stabilità dell’economia. Tuttavia, la prospettiva per il 2027 rimane incerta, con un rischio di rallentamento della domanda e di una crescita più limitata. La Confcommercio stima che l’inflazione potrebbe tornare a valori in linea con i target della politica monetaria solo nella tarda primavera del 2027.
- Inflazione a settembre 2026: 4,2%
- Crescita del Pil a ottobre 2026: 0,2% su base congiunturale
- Aumento dei consumi: +1,1% rispetto a settembre 2025
- Rischi di effetti secondari nel 2027



