Anthropic, azienda leader nella ricerca sull’intelligenza artificiale, ha reso pubblico uno studio interno che offre un primo sguardo concreto su come potrebbe evolvere il lavoro in un’azienda dominata dall’AI. Secondo il report, il ruolo degli agenti AI sta crescendo in modo esponenziale, con un aumento del tempo dedicato alla loro gestione e una trasformazione profonda del modo in cui i dipendenti svolgono le attività quotidiane. L’azienda, che conta oltre 3.500 dipendenti, ha registrato un aumento del 50% nella propensione dei lavoratori a spostarsi tra reparti nel 2026 rispetto al 2025, un segnale di una profonda evoluzione del lavoro interno.
La gestione degli agenti AI diventa un lavoro a sé
Secondo il report, il tempo trascorso in sessioni interattive con Claude, il modello di AI di Anthropic, è passato dal 10% al 22% delle attività dedicate al “meta-lavoro”, ovvero la gestione degli agenti AI. Questo aumento riflette un’accelerazione nella produttività, con le ore di lavoro complessive degli agenti AI che, a marzo, hanno superato quelle umane e, ad agosto, sono diventate sei volte quelle degli esseri umani. Anche i commit di codice degli ingegneri sono aumentati di cinque volte negli ultimi sei mesi.
La gestione degli agenti AI sta diventando un’attività a sé, con un impatto significativo sul tempo di lavoro e sulle responsabilità dei dipendenti.
Non solo i dipendenti tecnici, ma anche quelli non tecnici utilizzano agenti personali per gestire email, calendari e preparare briefing per le riunioni. Questo ha reso la giornata lavorativa più complessa, con il dipendente mediano che trascorre oggi il 20% di tempo in più in riunione rispetto a un anno fa. Una parte dell’aumento è legata alla crescita dell’azienda e alla maggiore enfasi sulle assunzioni in ruoli non tecnici, ma anche il tempo in riunione è aumentato del 16% tra i singoli contributori tecnici, un segnale che gli esseri umani stanno dedicando sempre più tempo a coordinamento e decisioni.
Un lavoro in movimento e una pressione costante
Non appena viene reso disponibile un nuovo modello, i dipendenti di Anthropic iniziano ad affrontare problemi sempre più complessi. Un lavoratore ha descritto l’esperienza come “la gestione di un esercito di Claude, ognuno dei quali chiede la mia attenzione”. La pressione eterna a muoversi il più velocemente possibile e a usare Claude per tutto è diventata una caratteristica del lavoro interno. Questo fenomeno ha portato a una trasformazione profonda, con alcuni dipendenti che hanno persino eliminato parte delle loro responsabilità originarie.
La velocità e l’efficienza degli agenti AI stanno ridisegnando i ruoli e le responsabilità dei dipendenti, con un impatto significativo sulla loro quotidianità.
Un team di product design, ad esempio, ha iniziato a usare l’AI per generare contenuti che prima venivano scritti manualmente. Il report indica che il team è passato al prompting degli agenti e ha iniziato a scrivere valutazioni dei modelli e prompt per Claude. Questo fenomeno sta diventando sempre più comune, con l’AI che assume nuove attività e trasforma i ruoli tradizionali. Anthropic sostiene di aver cercato di identificare le mansioni più a rischio e di ricollocare i dipendenti in altre posizioni, ma il cambiamento è inarrestabile. Il report sottolinea anche come i processi di selezione stanno cambiando. I responsabili delle assunzioni attribuiscono sempre più importanza all’autonomia e alla capacità di giudizio rispetto alle competenze tecniche specifiche. La quota di dipendenti entry-level nei dipartimenti tecnici è scesa dal 21% di inizio 2025 al 14%, mentre la quota delle nuove assunzioni junior in ambito tecnico è calata dal 27% al 9%. Questo trend alimenta le preoccupazioni per la sostituzione del lavoro umano da parte dell’AI, specialmente tra i più giovani.
Una ricerca di Deutsche Bank dello scorso anno ha rilevato che quasi un lavoratore Gen Z su cinque teme di perdere il proprio lavoro a causa dell’intelligenza artificiale nei prossimi due anni, rispetto a circa un baby boomer su dieci. Un sondaggio della piattaforma di recruiting iCIMS ha inoltre rilevato che il 51% degli intervistati della Gen Z considera l’AI la maggiore minaccia alla propria sicurezza lavorativa. Questi dati riflettono una crescente preoccupazione per il futuro del lavoro in un contesto in cui l’AI sta assumendo un ruolo sempre più centrale.



