La giudice Francesca Ercolini, 51 anni, è morta il 26 dicembre 2022 nel suo appartamento a Pesaro, trovata senza vita impiccata con un foulard alla ringhiera della scala. Il caso era stato inizialmente classificato come suicidio, ma la madre della vittima, Carmela Fusco, ha contribuito a riaprire l’indagine, mettendo in discussione la versione ufficiale. La seconda autopsia, condotta dal medico legale Vittorio Fineschi, ha confermato una frattura al collo compatibile con un’azione esterna, rafforzando l’ipotesi dell’omicidio. I nuovi accertamenti, svolti in incidente probatorio, sono terminati e sono fissati per giovedì 5 novembre il deposito delle relazioni del Ris e del medico legale.
Indagini e prove in corso
La ricostruzione della dinamica della morte di Ercolini ha visto l’uso di un manichino della stessa altezza della giudice, per testare la possibilità di un’azione esterna. I militari hanno analizzato i lividi sul corpo, emersi durante le prime indagini, e hanno trovato segni di una possibile lotta. La seconda autopsia ha confermato l’incompatibilità tra il segno sul collo e l’uso del solo foulard, come aveva ipotizzato la famiglia. Il medico legale ha indicato una frattura al collo causata da corda, cavo o laccio, che potrebbe essere stata realizzata con il filo elettrico di una lampada presente nell’appartamento. Questo elemento è stato sequestrato dal Ris e potrebbe rivelarsi cruciale per l’indagine.
La madre della vittima, Carmela Fusco, ha sostenuto fin dall’inizio che la versione del suicidio non fosse credibile, contribuendo a far ripartire l’inchiesta. Il marito, Lorenzo Ruggeri, è stato indicato come indagato per omicidio, depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio. L’indagine include anche un amico poliziotto presente al ritrovamento del corpo, il medico che aveva effettuato la prima autopsia e quattro funzionari delle forze dell’ordine. La difesa di Ruggeri ha espresso dubbi sulla validità delle prove, ma le indagini proseguono.
Le prossime tappe e il confronto tra le parti
Il 20 novembre si terrà un’udienza per il confronto tra le parti, dove sarà possibile valutare le prove raccolte. Solo la perizia potrà stabilire se la morte di Ercolini è un suicidio o un omicidio, come ipotizza la Procura dell’Aquila. La famiglia e i legali continueranno a seguire con attenzione i passaggi dell’indagine, sperando in una verità piena e trasparente. La madre della vittima, Carmela Fusco, ha espresso la sua fiducia nel processo e nel lavoro delle autorità, pur rimanendo convinta che la verità non sia ancora pienamente emersa.
La frattura al collo confermata dalla seconda autopsia è un elemento chiave per l’indagine.
La ricostruzione della dinamica ha rivelato dubbi su come la giudice sia riuscita a restare in equilibrio il tempo necessario per avvolgersi il foulard intorno al collo. I militari hanno analizzato la posizione del corpo e le condizioni ambientali, ma restano molti interrogativi. La perizia dovrà chiarire se la morte è avvenuta per un atto volontario o se è stato coinvolto un terzo. La famiglia e i legali attendono con ansia i risultati delle indagini, sperando in una risposta definitiva.
La madre della vittima ha sostenuto fin dall’inizio che la versione del suicidio non fosse credibile.



