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martedì 20 Ottobre 2026

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Protesta autotrasportatori in Sicilia, blocco a Messina e disagi su autostrade

Protesta autotrasportatori in Sicilia, blocco a Messina e disagi su autostrade

La protesta degli autotrasportatori si estende a Messina, causando disagi e rallentamenti sulle autostrade siciliane. La mobilitazione, che si concentra principalmente sull’A18 e sull’A19, ha già prodotto effetti significativi, con traffico intasato e incolonnamenti in direzione del capoluogo etneo. La protesta, che si inserisce in un contesto più ampio coinvolgendo autotrasportatori e agricoltori in diverse regioni del Sud, è motivata dall’aumento del prezzo del gasolio, che pesa sui costi operativi delle imprese e mette in crisi la sostenibilità economica del settore. Il Comitato di Coordinamento del Trasporto Siciliano (Cts), coordinato da Salvatore Bella, ha ribadito che le richieste non sono state sufficientemente soddisfatte, e il rischio di un fermo a oltranza rimane concreto.

Disagi e rischio fermo a oltranza

La protesta ha interessato anche la barriera di San Gregorio, dove si segnalano rallentamenti e incolonnamenti in direzione Messina. La situazione è ulteriormente complessa per la città strategica che collega la Sicilia al continente, dove la durata della protesta potrebbe determinare l’impatto sulle consegne e sulla distribuzione delle merci. Il Cts ha ribadito che il fermo potrebbe proseguire sino al 27 ottobre se non verrà raggiunto un accordo formale con il ministero. La protesta, se protratta, potrebbe causare ulteriori ripercussioni sulla circolazione e sulle forniture, con carenze di prodotti freschi segnalate nei supermercati.

Il rischio di un fermo a oltranza è concreto se non si raggiungerà un accordo formale.

Le richieste del Cts

Le richieste del Comitato di Coordinamento del Trasporto Siciliano (Cts) sono chiare e specifiche: lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati, per un valore di circa 104 milioni di euro, e lo stanziamento di ulteriori 70 milioni per la terza annualità 2026-2027. Tra i punti centrali figurano anche il credito d’imposta sul gasolio, con l’erogazione immediata di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, e la possibilità di utilizzare subito le somme nel cassetto fiscale. Il Cts chiede inoltre di essere inserito stabilmente nei tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova consulta, per garantire una rappresentanza alle imprese del Mezzogiorno.

Le richieste del Cts non sono state sufficientemente soddisfatte, nonostante l’apertura al confronto.

Nonostante l’apertura al confronto, il comitato non considera sufficienti le rassicurazioni informali ricevute finora. “Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare”, ha ribadito il Cts. La protesta, se non risolta, potrebbe continuare a produrre effetti negativi non solo sulle autostrade, ma anche sulla distribuzione di prodotti essenziali, come frutta e verdura, che sono già in fase di carenza nei supermercati.

La presenza della polizia stradale sul posto indica l’attenzione alle conseguenze della protesta, ma non ha ancora portato a una risoluzione definitiva. Il Cts, con il coordinatore Salvatore Bella, continua a monitorare la situazione e a chiedere un confronto formale per trovare una soluzione che rispetti le esigenze del settore e garantiscano la regolarità delle consegne. La protesta, se non risolta, potrebbe continuare a produrre disagi e rischi per l’intero sistema logistico italiano.

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