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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Cronaca

Il giudice Gatto: “I ragazzi sono fragili, soli e arrabattati, ma il pugno duro non serve”

Il giudice Maria Carla Gatto analizza la situazione dei minori coinvolti in violenze a Milano, sottolineando l’importanza di un approccio educativo e sociale.

Il giudice Maria Carla Gatto, ex presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, ha espresso preoccupazione per la situazione di ragazzi coinvolti in violenze a Milano. I 35 minori arrestati per devastazioni e saccheggi sono “fragili, soli e arrabattati”, ma il pugno duro non serve, ha sottolineato. La giudice ha sottolineato l’importanza di un approccio educativo e sociale per comprendere e risolvere l’emergenza.

Un fenomeno sociale complesso

La giudice ha sottolineato che i ragazzi coinvolti in violenze non sono solo “fragili e isolati”, ma anche “arrabattati” e spesso strumentalizzati. “Sono tutti giovani reclutati attraverso i social network, che agiscono senza il minimo rispetto dell’altro”, ha detto. La famiglia e la scuola, secondo Gatto, hanno perso il loro ruolo educativo, e i ragazzi sembrano non comprendere la gravità delle loro azioni.

La famiglia e la scuola devono tornare a essere punti di riferimento

La giudice ha sottolineato che “adulti smarriti” non riescono a essere stabili punti di riferimento per i ragazzi. “Le madri e i padri che attendevano i propri figli fuori dalla Questura mi sembravano increduli di trovarsi in quella situazione per loro incomprensibile”, ha detto. Gatto ha sottolineato che la scuola e la famiglia devono tornare a essere luoghi in cui i ragazzi possono trovare supporto e orientamento.

Un’azione educativa e sociale necessaria

La giudice ha sottolineato che l’emergenza non può essere combattuta solo con l’inasprimento delle norme. “Non è utile soffermarsi sull’origine di questi ragazzi – italiani, stranieri, anche di seconda generazione – accomunati da una rabbia che si traduce in violenza”, ha detto. “Incuranti delle gravi conseguenze dell’agire, sembrano invece preoccupati di acquisire visibilità on line”, ha aggiunto.

La violenza è lo specchio della società

La giudice ha sottolineato che “la violenza espressa dai ragazzi è lo specchio della società in cui viviamo”. I 35 arrestati, tra cui 31 senza precedenti penali, hanno commesso reati come devastazioni e saccheggi, ma non si tratta di merce presa a caso. “Non si tratta di merce presa a caso a scopo dimostrativo ma di oggetti realmente desiderati”, ha detto. La giudice ha sottolineato che la società deve riflettere su come i ragazzi si sentono e cosa li spinge a agire in modo violento. La giudice ha concluso che “la risposta a questa emergenza sociale non può più essere individuale, ma della società nel suo insieme”. Occorre investire in azioni educative e in occasioni di sana aggregazione, sotto la guida di adulti autorevoli che accompagnino i ragazzi nel loro percorso di crescita.

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