Il Trentino ha avanzato una richiesta formale per l’abbattimento di due orsi, M38 e F89, considerati “particolarmente dannosi” per i danni al bestiame. Tuttavia, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha respinto la richiesta, evidenziando l’incompletezza dei dati. Non sono stati forniti dati completi sui danni subiti e non c’è chiarezza sulle responsabilità attribuibili agli orsi. Tuttavia, Ispra ha aperto la possibilità di permettere agli allevatori di utilizzare metodi di dissuasione “rinforzati”, purché siano accompagnati da formazione e coordinamento.
La richiesta di rimozione degli orsi
Nel vertice tra gli amministratori della val di Sole e l’assessore Roberto Failoni, è emerso che la Provincia ha due esemplari nel mirino: M38 e F89. La richiesta di rimozione è stata avanzata dopo un periodo di tensione tra allevatori e orsi, con predazioni ripetute e danni al bestiame. Tuttavia, Ispra ha espresso un parere negativo, sottolineando che non sono stati forniti dati sufficienti per valutare l’ipotesi di rimozione. “Il nostro parere è come sempre tecnico: la decisione finale è politica se e come procedere”, ha chiarito Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica dell’Istituto.
Ispra ha espresso un certo sostegno all’idea di permettere agli allevatori di utilizzare metodi di dissuasione “rinforzati”, purché siano accompagnati da formazione e coordinamento. L’istituto ha sottolineato che la scelta di utilizzare tali metodi non deve essere lasciata al caso, ma deve seguire linee guida ben definite. Inoltre, Ispra ha richiesto un coordinamento tra le autorità locali e il corpo forestale per garantire l’efficacia e la legalità delle misure.
La situazione degli orsi in Trentino
La situazione degli orsi in Trentino è tornata alla “normalità” dopo un biennio di tensioni, con la morte di Andrea Papi nel 2023 e diversi abbattimenti nel 2024. Nel 2025 non ci sono state richieste o casi gravi da dover gestire, ma quest’anno è emersa una preoccupazione crescente tra gli allevatori. “Gli orsi sono arrivati vicino alle case e questa estate le predazioni sono state continue”, ha detto un documento inviato alla Provincia. La Provincia ha comunicato di aver richiesto la rimozione di M38 e F89, ma Ispra ha espresso un parere negativo, sottolineando l’assenza di dati completi e la mancanza di chiarezza sulle responsabilità attribuibili agli orsi.
Ispra ha chiarito che il piano Pacobace prevede di poter intervenire sugli esemplari dannosi, ma la richiesta di rimozione deve seguire i criteri definiti nel piano. La Provincia ha iniziato un monitoraggio più stringente su M38 e F89, con l’obiettivo di raccogliere dati per attribuire con certezza le eventuali predazioni di bestiame. “Questo permette una gestione più efficace e puntuale degli interventi sul fronte della prevenzione e della dissuasione”, ha aggiunto Genovesi. La richiesta di rimozione potrebbe essere ripresentata in forma più completa, con dati più dettagliati, per permettere una valutazione più precisa.



