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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Puglia, ritardi Pnrr sanità: 41 strutture non aperte entro fine anno

Puglia, ritardi Pnrr sanità: 41 strutture non aperte entro fine anno

La Puglia segnala un ritardo significativo nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) nel settore sanità, con 41 strutture, tra ospedali di comunità e Case di comunità, che non saranno aperte entro dicembre 2026. Secondo il documento del dipartimento Salute, il 30 settembre risultavano completate 85 Case della comunità su 160 e 8 ospedali di comunità su 43, mentre le grandi apparecchiature sono tutte realizzate. Tuttavia, il completamento non implica l’apertura al pubblico né l’attivazione completa dei servizi, poiché molte strutture necessitano ancora di personale per essere operative.

ritardi e criticità nella realizzazione

Le criticità emergono in diversi ambiti, con ritardi che interessano soprattutto le regioni di Bari, Lecce e Foggiano. A Bari, su 10 cantieri previsti, ne sono stati conclusi solo 3; nella Bat, nessuno dei 6 progetti è stato completato; a Lecce, 0 su 6; nel Foggiano, 0 su 8. L’Asl di Taranto ha realizzato 2 ospedali su 6, mentre l’Asl di Brindisi 3 su 7. In totale, 45 strutture sono state rinviate al 2027, con cause che vanno dall’errore nella programmazione e nella progettazione a monte, ai tempi dei procedimenti autorizzativi, alle inadempienze delle imprese affidatarie.

La mancanza di personale rappresenta un ulteriore ostacolo per l’attivazione di alcune strutture. Otto ospedali di comunità, tra cui 6 in Asl Foggia e 2 in Asl Taranto, hanno lavori e allestimenti ultimati ma non possono essere attivati senza il personale richiesto dagli standard organizzativi. Inoltre, mancano anche i collaudi, gli allestimenti e il completamento della dotazione tecnologica minima.

stato dell’arte a livello provinciale

A livello provinciale, Bari e Lecce sono le regioni più in ritardo. Nel Barese, su 38 Case della comunità, 18 sono state completate, 14 saranno concluse entro dicembre, 6 rinviate al 2027. In Salento, invece, 17 su 40 i cantieri chiusi, 15 da portare a termine entro fine anno, 8 vedranno la luce nel 2027. Nel Brindisino, 5 strutture su 11 sono pronte; a Taranto, 16 su 25; nella Bat, 4 su 9; nel Foggiano, 25 su 37. Per gli ospedali di comunità, invece, tutti i territori segnalano un netto ritardo: a Bari, 3 su 10 completati; nella Bat, 0 su 6; a Lecce, 0 su 6; nel Foggiano, 0 su 8. Su 43 centri, ben 14 sono stati rinviati al 2027.

Le cause dei ritardi sono molteplici e complesse, con errori nella programmazione, tempi di procedimento troppo lunghi, inadempienze delle imprese e mancanza di personale. In alcuni casi, l’individuazione degli immobili e i documenti di indirizzo alla progettazione si sono rivelati inadeguati rispetto agli standard organizzativi richiesti, portando a modifiche significative dei progetti. In altri, i ritardi derivano da prescrizioni incompatibili con i cronoprogrammi Pnrr o da sostituzioni di contraenti che richiedono mesi di tempo. Il dipartimento Salute ha anche lanciato un alert finale: un terzo delle strutture programmate si attiverà tra ottobre e dicembre 2026, rappresentando il principale fattore di rischio per il raggiungimento dell’obiettivo regionale. Nonostante i progressi, non si può escludere che entro dicembre si rischi di non raggiungere il target minimo. La situazione appare complessa, con sfide che vanno dall’organizzazione interna al coordinamento tra enti e imprese.

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