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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Cronaca

Minacce di stupro in chat, paura tra studentesse di Treviso: preside invita a stare a casa

Paura tra studentesse di Treviso per minacce di stupro in chat, preside invita a stare a casa.

Minacce di stupro in chat, paura tra studentesse di Treviso: una serie di messaggi circolano su WhatsApp tra gruppi di classe, alimentando un clima di allerta e preoccupazione. La preside del Mazzotti, scuola teatro di un recente episodio di tensioni, ha invitato le famiglie a considerare l’opzione di tenere i figli a casa. «Se qualcuno vuole tenere i figli a casa, lo faccia», ha detto. L’episodio ha scatenato una psicosi tra genitori e studenti, con alcune famiglie che hanno chiamato le forze dell’ordine e altre che hanno raccomandato di non muoversi da sole al buio.

Minacce false, ma con effetti reali

Le segnalazioni raccolte da 112 e 113 sono migliaia e continuano a moltiplicarsi, ma si tratta di messaggi che vengono replicati più volte senza riscontro nella realtà. Tra le minacce più diffuse c’è la frase «saremo 400 in città, chi non partecipa verrà violentata». I messaggi, conditi anche da liste di ragazze da prendere di mira, sono apparsi in decine di gruppi di classe, alimentando una psicosi tra studenti e genitori. «Mia mamma ha chiamato gli agenti e le hanno detto che sono tutte false notizie», ha avvisato una studentessa del comune, ma ha raccomandato di fare attenzione.

Le forze dell’ordine stanno cercando di spiegare che si tratta di falsi allarmi. Il sindaco Mario Conte ha dovuto intervenire, sottolineando che «gran parte di questi messaggi è falsa o priva di riscontri e molti degli episodi raccontati non riguardano nemmeno Treviso». La preside Durigon ha confermato che la scuola è sicura, ma ha invitato le famiglie a valutare con attenzione la sicurezza dei loro figli. «Noi siamo in allerta: siamo a conoscenza dello sciopero indetto per il 30 ottobre, così come di questi messaggi che stanno circolando tra gli studenti», ha spiegato.

La reazione delle scuole e dei presidi

Alcuni gruppi hanno incluso anche il Mazzotti, il Canova e il Besta tra i bersagli di un presunto assalto, ripubblicando i messaggi in modo diffuso. La preside dell’istituto agrario Cerletti di Conegliano, Mariagrazia Morgan, ha confermato che l’attenzione della scuola resta alta, ma ha espresso la speranza che non ci sia nulla di vero. «È allucinante come fenomeno», ha detto. Anche il preside del Itis Ipsia Barsanti-Galilei, Claudio Franzi, ha espresso la sua preoccupazione, dicendo che «siamo al limite dell’incredibile».

La situazione, pur essendo in parte frutto di fake news, ha avuto effetti reali. Alcune studentesse si sono armate di spray al peperoncino o addirittura di coltelli. Il Comune di Treviso ha cercato di mettere un freno al fenomeno, chiedendo di prestare la massima attenzione prima di inoltrare messaggi nelle chat o condividere contenuti sui social. «La sicurezza è una cosa seria», ha sottolineato il sindaco. Le notizie false generano paura, confusione e rischiano di alimentare tensioni inutili.

Le famiglie sono state informate e invitate a valutare con attenzione la sicurezza dei loro figli. La preside Durigon ha sottolineato che la scuola è sicura, ma ha invitato a considerare l’opzione di tenere i figli a casa. «Se qualcuno vuole tenere i figli a casa, lo faccia», ha detto. La situazione, pur essendo in parte frutto di fake news, ha avuto effetti reali, con alcune studentesse che si sono armate di spray al peperoncino o addirittura di coltelli.

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