A Sambuca Pistoiese, un comune situato in una zona di confine, la mancanza di un medico di famiglia ha creato un disagio che si protrae da millecinquecento giorni. Marco Breschi, sindaco del piccolo comune, ha espresso preoccupazione per questa situazione e ha sottolineato l’importanza di un nuovo patto con la Regione Emilia Romagna per migliorare l’accesso ai servizi sanitari. La mancanza di cure locali ha portato molti cittadini a rinunciare alle proprie cure o a utilizzare risorse personali, con conseguenze gravi per la salute e per le regioni, come la Toscana, costrette a indebitarsi.
Un sistema sanitario in crisi e un’emergenza locale
La situazione in Sambuca Pistoiese non è isolata: è parte di un problema più ampio che riguarda l’intero territorio nazionale. L’errata capacità di programmare il bisogno di medici ha portato all’emergenza attuale, con una popolazione sempre più anziana e un deficit di professionisti. L’impossibilità di obbligare un medico a esercitare in un dato luogo ha reso il sistema sanitario sempre più fragile. Il ministro della salute Schillaci aveva avanzato una proposta per trasformare in dipendenti pubblici parte dei dottori, ma l’ipotesi è stata ritirata a causa della forte reazione dei medici e della prossima tornata elettorale.
La mancanza di medici di base ha portato a un grave deficit di servizi sanitari. Inoltre, un cittadino ogni 10 rinuncia a curarsi oppure utilizza risorse proprie e le regioni, così la Toscana, sono obbligate ad indebitarsi. La salute è un diritto fondamentale, ma in molte aree marginalizzate, come quelle montane, si sperimenta una negazione di diritti che non può essere ignorata.
Strumenti innovativi e collaborazioni per migliorare l’accesso
Nonostante le difficoltà, alcuni passi sono stati fatti. L’Azienda Usl Toscana Centro ha aperto nuovi bandi per l’assegnazione di sedi vacanti, ma il numero di posizioni richieste è sempre superiore a quello disponibile. Per rispondere alle esigenze locali, è stato attivato uno sportello digitale assistito presso il Comune, che permetterà ai cittadini di gestire le pratiche sanitarie senza dover scendere a Pistoia. Inoltre, è in corso l’attivazione di ambulatori mobili su furgone o camper, che offriranno servizi diagnostici e visite ad hoc sul territorio, riducendo i problemi di spostamento per la popolazione più fragile.
La collaborazione con l’Emilia Romagna è vista come una soluzione promettente. A Porretta Terme, i servizi sanitari sono più accessibili e comodi, a soli 12 km di distanza rispetto a Sambuca, mentre Pistoia si trova a oltre 33 km. Per questo motivo, è importante attivare un nuovo e stretto patto di collaborazione con la Regione Emilia Romagna, per sfruttare al meglio i servizi presenti a Porretta, partendo da quelli erogati dall’ospedale locale fino al servizio di emergenza/urgenza.
La telemedicina e l’ambulatorio solidale, che fornirà consulenze gratuite su appuntamento, sono strumenti che possono fare la differenza. Tuttavia, è chiaro che non basta un’innovazione tecnologica: serve una revisione a livello nazionale della normativa e una maggiore attenzione alle esigenze delle comunità montane. Il sindaco Breschi ha espresso fiducia nel fatto che qualcosa inizi a muoversi, anche se la mancanza del medico di base rimane un problema persistente. La grande politica, però, deve assumere un punto di vista diverso, che tenga conto delle sfide quotidiane dei cittadini in montagna. La salute è un diritto fondamentale, e per tutelarla è necessario creare condizioni per vivere in montagna senza dover sacrificare il benessere.



