Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, ha lanciato un allarme sulle proprietà cancerogene del vino, sottolineando come il consumo di alcol possa portare a rischi per la salute. Il tema, affrontato su un quotidiano nazionale, ha suscitato dibattito su come informare il pubblico e regolamentare la vendita di prodotti potenzialmente dannosi. Garattini ha sottolineato che, a differenza delle sigarette, il vino è venduto ovunque senza limitazioni, pur essendo considerato un prodotto cancerogeno. La sua critica si rivolge anche al ministero della Salute, che, secondo lui, non si esprime apertamente a causa delle pressioni dell’Agricoltura.
La cancerogenità dell’alcol, una certezza scientifica
Garattini ha chiarito che la cancerogenità dell’alcol è oggi una certezza, con studi che confermano il rischio per la salute. Tuttavia, il presidente dell’Istituto Mario Negri ha criticato la mancanza di informazioni chiare sui prodotti alcolici, sottolineando che le Organizzazioni che tutelano la salute sostengono che, se un prodotto è cancerogeno, la soglia è zero. La moderazione non è una soluzione, ma un errore concettuale, ha detto, spiegando che il rischio è calcolato su gruppi di grandi dimensioni e non può essere ridotto semplicemente limitando il consumo.
Le differenze tra vino e sigarette
Il presidente ha posto un confronto tra vino e sigarette, sottolineando come il vino, pur essendo cancerogeno, non venga regolamentato come le sigarette. In Nuova Zelanda, le bottiglie di vino hanno la scritta «questo prodotto è dannoso alla salute», mentre le sigarette si vendono solo in tabaccheria. «Molti di noi, quando vengono invitati a cena da amici, porterebbero una stecca di sigarette?», ha chiesto Garattini, per sottolineare come il vino, pur essendo un prodotto potenzialmente pericoloso, venga offerto come simbolo di convivialità.
Secondo il medico, il popolo italiano ha una cultura del vino che non permette di considerarlo come un prodotto cancerogeno. «I produttori non pensano di vendere cancro, ma di vendere qualcosa che crea un clima di familiarità e allegria», ha spiegato. Tuttavia, Garattini ha sottolineato che, se l’alcol fosse trattato come le sigarette, il consumo potrebbe essere ridotto, anche se non è una soluzione immediata.
Il mercato delle bevande alcoliche supera i 50 miliardi di euro all’anno e contribuisce al Pil, privilegiato dal governo rispetto alla salute. Garattini ha sottolineato che il ministero dell’Agricoltura potrebbe influenzare le politiche sanitarie, limitando la capacità del ministero della Salute di agire. «Non dimentichiamoci che il mercato delle bevande alcoliche è un settore economico importante», ha detto, ma ha anche sottolineato che la salute non deve essere sacrificata per interessi economici. Il dibattito su vino e salute rimane aperto, con Garattini che chiede maggiore trasparenza e informazione. «Abituiamoci invece a offrire fiori, libri, cioccolatini», ha concluso, invitando a una cultura del consumo più consapevole e responsabile.



