La mostra PLAYERS, ospitata al Museo M9 di Venezia Mestre fino al 14 febbraio 2027, esplora il ruolo crescente dei videogiochi come fenomeno culturale e sociale. L’esposizione, curata da Fabio Viola e altri esperti, si propone come un’indagine sull’evoluzione di un medium che ha ridefinito l’immaginario del Novecento e del presente. I videogiochi, una volta considerati semplice intrattenimento, sono ora visti come una lente attraverso cui osservare le tendenze della società contemporanea.
Un dialogo tra arte e tecnologia
La mostra si colloca all’interno di un orizzonte teorico in cui il videogioco è riconosciuto come un territorio d’elezione per le tendenze artistiche contemporanee. Il dibattito critico, alimentato da figure come Hans Ulrich Obrist, ha riconosciuto nel codice binario e nel motore grafico un campo fertile per l’arte. Non si tratta più solo di citare un’estetica pop o di recuperare la nostalgia dei cabinati, ma di confrontarsi con un medium che ha ridefinito radicalmente i concetti di spazio, immersione, autorialità e corpo fisico.
Da pionieri a innovatori
La mostra ricostruisce la genealogia del videogioco, partendo dagli esperimenti accademici degli anni Cinquanta e Sessanta fino ai reperti pionieristici come Computer Space, Pong e Dragon’s Lair. La sezione #Play mostra come i videogiochi siano evoluti da semplici strumenti di intrattenimento a una forma d’arte complessa e interattiva. L’esperienza della visione si sovrappongono a quella della fruizione artistica, dimostrando come il videogioco possa essere un mezzo per esprimere idee e critiche sociali. La sezione #Watch sposta l’attenzione sul versante spettacolare e visivo, mettendo in cortocircuito il videogioco con il cinema, le trasmissioni eSport e la fotografia virtuale. Qui, le pietre miliari del medium vengono osservate nella loro forza formale, rafforzando l’idea che il videogioco non sia solo un prodotto tecnologico, ma un linguaggio artistico in continua evoluzione.
Co-creazione e accessibilità
La mostra si conclude con la sezione #Create, che disinnesca il confine tra autore e fruitore. Attraverso ecosistemi complessi, il pubblico diventa progettista di mondi, riflettendo l’idea di co-creazione che caratterizza la ricerca digitale contemporanea. L’accessibilità è un tema centrale, con l’uso pionieristico del dispositivo Jimmy per visitatori in sedia a rotelle, che permette a tutti di partecipare attivamente all’esperienza espositiva. La mostra è arricchita da materiali inediti e testimonianze video di maestri internazionali come Sid Meier, Yuka Kitamura e Jon Wilcox, che contribuiscono a creare un quadro completo del fenomeno ludico. L’esperienza di PLAYERS non si limita a una semplice esposizione: è un invito a riflettere su come i videogiochi stiano ridefinendo il rapporto tra arte, tecnologia e società.



