L’autorizzazione integrata richiede informazioni più dettagliate e precise, come previsto dal Dlgs 197/2026. La proroga di una discarica o manutenzioni straordinarie che incidono sulle migliori pratiche ambientali (Bat) richiedono l’aggiornamento dell’Aia su istanza del gestore. L’esame ha tempi più serrati e richiede una sola richiesta di integrazioni, pena il ritiro della pratica. L’Aia deve dire molto di più su acqua, odori e salute, con un focus su impatti ambientali e sanitari.
Procedure più trasparenti e digitali
La domanda per l’aggiornamento dell’Aia deve includere dati dettagliati su acqua riutilizzata, odori e effetti sulla salute umana. La relazione di riferimento, che fotografa lo stato iniziale di suolo e acque sotterranee, è fondamentale per la valutazione. Tutti gli atti diventano pubblici online, i costi delle pratiche salgono del 20% e il procedimento sarà interamente digitale entro il 2035. Per le imprese, la domanda va preparata bene fin dall’inizio: una seconda occasione non ci sarà.
Controlli più severi e partecipazione delle autorità
La conferenza di servizi decisoria sostituisce i singoli assensi delle amministrazioni e include l’autorità sanitaria e il sindaco solo se il gestore chiede limiti meno severi delle migliori tecniche disponibili (Bat) o vuole sperimentare tecniche emergenti. La proposta tecnica è dell’Ispra, mentre alla Commissione Ippc del ministero dell’Ambiente si aggiungono cinque esperti del ministero della Salute. L’Aia può imporre monitoraggi, anche sanitari, e successivi riesami parziali.
Il riesame d’ufficio può aprirsi anche per ragioni di salute pubblica su iniziativa dell’autorità sanitaria, se cambiano gli standard di qualità ambientale o peggiora lo stato di fiumi, laghi o terreni che ricevono gli scarichi. Le deroghe ai Bat-Ael concesse prima del 1° luglio 2026 vanno rivalutate entro il 1° luglio 2030. Se il riesame parte dopo il 1° gennaio 2030, serve il piano di trasformazione verso la neutralità climatica; per la profonda trasformazione industriale, l’adeguamento può slittare fino a otto anni. Il gestore può chiedere un riesame parziale per gli scarichi avviati a un depuratore.
Se il riesame conferma il quadro vigente, non serve la comunicazione di inizio attività. Entro dieci giorni, l’autorità verifica completezza e pagamento della tariffa e la trasmette a enti ambientali, autorità sanitaria e sindaco; per le Aia statali, anche ai ministeri dell’Interno, della Salute e delle Imprese. Le integrazioni si chiedono una sola volta, entro trenta giorni dall’avvio, con almeno trenta giorni per rispondere. I termini si interrompono e, se il gestore non risponde, la domanda si intende ritirata. Il riesame può aprirsi anche per ragioni di salute pubblica su iniziativa dell’autorità sanitaria. L’autorizzazione integrata chiede maggiori formazioni, con un focus su trasparenza, salute pubblica e impatto ambientale. Le nuove norme rappresentano un passo avanti nella gestione sostenibile delle attività industriali e nella tutela dell’ambiente e della salute.



