Il mercato immobiliare italiano ha registrato un incremento esponenziale dei prezzi, con aumenti superiori al 50% in dieci anni, mentre gli stipendi non seguono lo stesso ritmo, alimentando un divario crescente tra costo delle abitazioni e potere d’acquisto delle famiglie. Secondo i dati di Immobiliare.it Insights, le città come Como, Trieste e Milano si attestano tra le più care del Paese, con rincari significativi in tutti i tipi di immobili. Al contrario, alcune realtà urbane come Catania e Genova segnalano una controtendenza con cali di prezzo.
Prezzi in aumento in molte città
Le compravendite e gli affitti hanno visto un incremento costante, con alcune città che registrano rincari particolarmente elevati. A Como, i monolocali hanno visto un aumento del +83%, raggiungendo i 3.851 euro/mq, mentre a Trieste i bilocali sono saliti del +84%, a 2.611 euro/mq. Bologna, Padova e Bergamo completano la top 10 dei bilocali con incrementi tra il +36% e il +53%. Inoltre, Trieste domina anche nel settore dei trilocali, con un aumento del +71%.
La crescita dei prezzi ha reso sempre più difficile l’accesso alla casa per molti italiani.
La forbice tra casa e stipendi
La dinamica osservata tra il 2016 e il 2026 deve essere valutata all’interno di un quadro economico segnato da una forte spinta inflattiva. La criticità fondamentale risiede nel divario crescente tra il costo delle abitazioni e l’evoluzione dei redditi, che non sono cresciuti con la stessa intensità. Per una buona fetta di italiani, comprare e affittare casa diventa sempre più difficile, con un aumento del 50% o più nei canoni di locazione in gran parte del territorio nazionale. Nel settore degli affitti, non si segnalano flessioni, evidenziando aumenti a doppia cifra in molte città. A Milano, i trilocali sono saliti del +44%, a 20,9 euro/mq, mentre i bilocali del +42%, a 21,8 euro/mq. Roma, pur registrando incrementi, mostra una crescita meno intensa rispetto alle grandi metropoli.
Le eccezioni al Nord e al Sud
Al contrario, a Roma gli incrementi delle compravendite si mantengono nettamente più contenuti, con un aumento del +11% per i monolocali e del +16% per i bilocali. A Catania, si registrano flessioni generalizzate, con un calo del -14% per i trilocali. Genova mostra una dinamica a due velocità: crescono i monolocali, ma scendono sia i bilocali che i trilocali.
La pressione della domanda ha esacerbato le disuguaglianze tra le grandi aree metropolitane e i centri urbani di dimensioni minori.
Il mercato immobiliare italiano, in sintesi, ha visto un incremento esponenziale dei prezzi, con conseguenze significative sul potere d’acquisto delle famiglie. Gli esperti segnalano un allarme crescente, con un divario tra casa e stipendi che si fa sempre più profondo. La situazione richiede una riflessione su come equilibrare la crescita dei prezzi con la capacità reale di acquisto delle famiglie.



