Matteo Salvini ha rilanciato la sua candidatura per la presidenza dell’Autorità nazionale anti-corruzione (Anac), puntando su Claudia Eccher, sua ex avvocata e componente del Consiglio superiore della magistratura. L’idea, però, si scontra con un clima di caos e incertezze all’interno del partito, dove il nome di Altieri, ex presidente dell’Anac, ha suscitato polemiche e tensioni. Salvini, che ha espresso delusione per la situazione, cerca una soluzione che eviti ulteriori imbarazzi e mantenga un profilo legato al partito, pur cercando di rispettare le aspettative di una figura tecnica e indipendente.
Un profilo legato al partito, ma con un curriculum tecnico
Claudia Eccher, ex avvocata di Salvini e componente del Consiglio superiore della magistratura, è al centro delle discussioni. Il suo curriculum, che include incarichi come capo dell’ufficio legislativo al ministero dell’Economia nel governo Draghi e collaborazione con Daniele Franco, la colloca come candidata di interesse. Tuttavia, il suo legame con il partito e le sue passate difese di Salvini, anche attraverso i media, la rendono un profilo non del tutto distante dall’agone politico. Nonostante ciò, Eccher è considerata una figura di spessore, in grado di rispondere al profilo tecnico richiesto da Giorgia Meloni.
Un’idea già circolata, ma con nuove sfide
La candidatura di Eccher non è una novità: l’idea era già circolata in precedenza, prima che Salvini si orientasse verso Altieri. Tuttavia, il clima di caos che ha seguito la decisione di Altieri ha reso necessario un nuovo approccio. Salvini, che ha espresso delusione per la situazione, ha cercato di accelerare il processo, con l’obiettivo di presentare un nome entro il fine settimana. La scelta di Eccher, però, non è priva di rischi: il suo legame con il partito e la sua storia professionale potrebbero suscitare critiche, soprattutto da parte delle opposizioni.
Al contempo, altre figure sono in lizza, tra cui Elena Griglio, capo legislativo al ministero delle Infrastrutture, e Maurizio Borgo, presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Entrambi sono considerati come alternative, ma con profili diversi. Griglio, con un curriculum tecnico, potrebbe evitare imbarazzi, mentre Borgo, ex capo di gabinetto della leghista Alessandra Locatelli, ha un rapporto più distante con il partito. La scelta, quindi, rimane aperta, con un clima di tensione e incertezza che accompagna l’intero processo.
Nelle ultime ore, i telefoni sono bollenti per trovare una quadra e evitare ulteriori sorprese. Salvini, però, sembra convinto che Eccher sia la soluzione migliore, nonostante i dubbi e le critiche. La sua decisione, tuttavia, potrebbe rivelarsi un altro passo falso, se non riuscirà a trovare un equilibrio tra le esigenze del partito e la richiesta di un profilo tecnico e indipendente. L’Anac, in questo contesto, rimane un tema cruciale per la Lega, con un impatto diretto sulle relazioni con il governo e sulle dinamiche interne del partito.
La scelta di Eccher potrebbe rivelarsi un altro passo falso.
Il clima di caos all’interno del partito non sembra migliorare.



